Contributo a cura di Roberto Ferro

Monica Bonomi mi risponde con sorprendente gentilezza e una disponibilità rara tra la gente di spettacolo. Anni di lavoro sul palcoscenico, di regia e insegnamento l'hanno resa depositaria di memorie ed esperienze uniche, a saperle e volerle dipanare con discrezione e sensibilità.

Milanese di nascita, Monica ha ereditato la passione per il teatro dalla nonna che la faceva recitare e che le mostrava la magia delle ombre cinesi e del buio. Sempre recitando sul palcoscenico della vita, si è diplomata al Liceo classico.

Quando ti sei innamorata del teatro?

"Ho inizialmente lavorato nel Teatro ragazzi (con Quellidigrock e Teatro studio 75)" – mi risponde Monica -" Due anni più tardi ho tentato le selezioni per accedere alla Scuola di Strehler. O, meglio, dopo un anno di provini e test, all'ultima esame mi hanno bocciata. Si è trattato di uno smacco molto pesante per me. Malgrado tutto, ho recuperato e mi sono diplomata nel 1993 presso il Corso attori della Civica scuola d'arte drammatica Paolo Grassi di Milano".

A quel punto che carriera hai intrapreso?

"Mi sono dedicata al cabaret. Ho messo in scena una piece che ho scritto io e ha partecipato a una rassegna teatrale organizzata da Dario Fo e Franca Rame, "Un palcoscenico per le donne". Ho iniziato a insegnare recitazione teatro appena uscita dalla Paolo Grassi e questo mi é sempre piaciuto moltissimo".

Per quanto ne so, hai lavorato molto nel sociale e sul territorio

"Certo!" – mi risponde decisa Monica -"Ho lavorato nei Centri Sociali del Comune seguendo la Parte Teatrale come animatrice Socioculturale. E' stato lì che ho iniziato a insegnare, era interessante (ero così giovane ed alle prime armi) e, in tutti i casi, avevo ancora bisogno di imparare. (Diciamo che per 28 anni ho recitato e per 10 insegnato)". Fa onore a Monica che, da attrice tanto esperta, utilizzi costantemente la definizione "fare esperienza".

E poi quali altre attività hai svolto?

"Sono stata insegnante di Scuole private di recitazione come CTA (Centro Teatro Attivo), Teatri Possibili, Quellidigrock, ma una delle esperienze teatrali più importanti è stato lo spettacolo "La via di una scimmia", regia di Gaetano Sansone. Gaetano é stato un grande amico e un grande conoscitore di teatro, con la sua regia mi ha regalato molto, assieme alla moglie Luciana Melis che ne curò la parte fisica. E' un monologo che svela in un mondo kafkiano, la parabola al contrario della metamorfosi, e che cerco di portare in scena appena posso. Inoltre, il mio lavoro oggi é spesso condiviso con Andrea Parazzoli, musicista del Teka – P, che accompagna nella parte musicale dei miei monologhi. Un connubio artistico di lunga data. Ora ho appena concluso la rappresentazione di "Affabulazione" di Pier Paolo Pasolini presso l'Out Off, regia di Lorenzo Loris.

Dal 2009 seguo, infine, la rassegna di teatro sperimentale presso il Circolo ARCI Cicco Simonetta: Off Cicco Simonetta Teatro ravvicinato del lunedì. Una minuscola vetrina teatrale che nel piccolissimo ha permesso di valorizzare il lavoro di molti bravi artisti".

Non "solo" questo, a quanto pare

"Ho recentemente pubblicato un e – book "Io non so fare niente" che è possibile acquistare in tutte le principali librerie tradizionali e on line. E' la storia (non autobiografica, ma in parte certamente presa in prestito da esperienze dirette) di una attrice e descrive la ricerca di realizzazione lavorativa e affettiva, che nel romanzo sembrano andare di pari passo, un problema umano". Una trama che sintetizza l'anima agrodolce e un po' malinconica di Monica .

Quali emozioni avverti prima di andare in scena?

"Prima di ogni rappresentazione mi sento molto emozionata. In scena percepisco molto il pubblico, trattengo il respiro...Forse lo sento persino troppo. Vorrei trovarmi più spesso in una bolla, ma a volte é difficile non avvertire il respiro del pubblico".

Hai recitato per anni nel cabaret: cosa pensi della situazione attuale?

"Io ho fatto cabaret negli anni '90. Ho fatto un piccolo ingresso in uno spettacolo di Antonio Albanese, quando era ancora agli albori della sua splendida carriera ed all'epoca ho anche collaborato con lui per la stesura di alcuni testi. Non ti ricordi lo sketch "Psicofarmaco" ed Epifanio? Ebbene, io interpretavo la sua fidanzata! Come ti ho accennato in precedenza ho scritto un pezzo per Dario Fo e Franca Rame. Era decisamente un'altra epoca! C'erano più locali e questo creava concorrenza sana e possibilità di alimentare il circuito cabarettistico con varietà di linguaggi e comicità. Poi è arrivata la televisione ed allora il cabaret ha iniziato a vivere di tormentoni e gag di tre minuti, comunque con tempi serrati: a mio modesto avviso il suicidio del cabaret"

Monica ama recitare e insegnare ("Io non recito più davanti ai bambini da anni e non insegno solo ai ragazzi ma agli adulti, in particolar modo"). Tuttavia, per i bambini ha riscritto con originalità la favola de "La cicala e la formica". In tutti i casi é attrice nel senso migliore del termine, quello dell'anima e della passione!

Potrete ottenere informazioni attendibili e aggiornate sulla sua attività visitando lo

www.monicabonomi.com

Monica Bonomi, con la passione che la contraddistingue, sarà lieta di offrire informazioni, non solo tecniche, per avvicinarvi alle magie del teatro, del cabaret e dei suoi corsi.