Contributo a cura di Roberto Ferro

Una presentazione originale quella di Psycho killer Omicidi in Fa Maggiore di Ezio Guaitamacchi, giornalista musicale, autore e conduttore radio e televisivo, Lunedì 17 febbraio, sfidando la pioggia e indicazioni approssimative, un pubblico numeroso e competente ha partecipato alla performance letteraria presso l'associazione di promozione sociale Ohibò Kasba, via Benaco 1 Milano.

Una performance, mi consentano i lettori un paragone ardito, simile a matrioske (noir, musica, pittura) poste in relazione dalle canzoni di Bob Dylan, il menestrello della Beat Generation, che accoglievano programmaticamente il pubblico sin dall'ingresso del locale.

Ha fatto seguito poi la musica vera, eseguita da Ezio Guaitamacchi, eccellente esecutore di chitarrista e autoarper, profondo conoscitore della musica americana e da Brunella Boschetti, una delle voci più interessanti della scena musicale non solo milanese.

Ha presentato Daniela Basilico, con la verve e la spigliatezza che la contraddistinguono, coadiuvata dallo istant artist Carlo Montana alle prese con la raffigurazione di Bob Dylan e, tra il pubblico, particolarmente attivo e dialogante il cantautore Eugenio Finardi.

Questi differenti piani di lettura hanno focalizzato l'attenzione sulla trama complessa e intrigante del romanzo. Si tratta della storia di un serial killer di noti personaggi del mondo musicale (manager, addetti stampa) che utilizza strumentalmente la musica in un gioco a rimpiattino con l'ispettore Marco Molteni, da pochissimi giorni trasferito da Roma a Milano, milanista accanito ed i suoi collaboratori. Protagonisti non secondari della vicenda un giornalista di Radiopopolare, Bobby Crosetti, assieme alle..canzoni di Bob Dylan che marcano le fasi salienti del racconto.

Il noir si discosta da ogni cliché: presenza di relativamente pochi personaggi, assenza di donne fascinose o di commissari superdotati. Malgrado questi apparenti limiti, la trama ordinata ed inconsueta è abilmente intrecciata, lo stile rapido ed incisivo e il lettore si lascia facilmente conquistare.

Il medesimo giorno della tragica morte a Londra di Amy Winehouse, il 23 luglio 2011, a Milano viene rinvenuto il cadavere del più noto e potente responsabile ufficio stampa dello show business. In apparenza si è impiccato nella cucina di casa mentre lo stereo suonava un brano di Iggy Pop. Dopo altre morti di personaggi famosi del medesimo ambiente, è ormai evidente che la loro fine ricorda quello di leggendarie rock star del passato. Sarà compito dell'ispettore Marco Molteni, romano malgrado il cognome, del fidato assistente Carlucci, del medico legale dottor D'Errico e del musicista di strada Sunflower, dipanare la matassa e scoprire l'assassino.

Quale potrà mai essere il filo di Arianna del noir? Bobby Crosetti, giornalista di Radiopopolare, riceve un sibillino messaggio in forma di email firmato L'idiota: "se vuoi sapere perché ho ucciso l'idiota, manda in onda nel tuo programma l'mp3 allegato". Una voce, si renderà conto, totalmente affettata, canta un brano di Dylan con il semplice accompagnamento della chitarra acustica.

Con Jokerman di Bob Dylan, la voce di Brunella Boschetti, roca e profonda, accompagnato dalla chitarra di Ezio Guaitamacchi, consente di passare dalla narrazione del noir dopotutto un libro, all'emotività della musica. Uno scarto sostanziale che ha rappresentato la novità della serata, nel quale scrittura e musica si sono finalmente incrociate.

Brevi letture, attimi di dialogo con il pubblico, la serata si è avvicinata al clou con l'esecuzione di Time they are changing. L'esecuzione ha lasciato ben poco spazio a divagazioni o dubbi. E' giunto (quasi) il momento di iniziare la presentazione vera e propria del romanzo.

La performance si è conclusa con Psycho killer dei Talking Heads, da cui ha preso il nome il noir: " Mi sembra di non riuscire affrontare la realtà, sono teso e nervoso e non riesco a rilassarmi, non riesco a riposare perché dormo sui carboni ardenti. Non toccarmi, sono uno fatto a scomparti, in carne ed ossa". Poche parole che disegnano la filosofia del giallo e del serial killer.

"Il romanzo vive anche una dimensione milanese" – ha introdotto Daniela Basilico -" "In effetti, Milano appare sotto molteplici aspetti," – ha replicato l'autore – " ambientali (i Navigli), politici e culturali (Radiopopolare). Anche se il commissario Molteni è nato a Formello, nell'hinterland di Roma, è milanista sfegatato (come lo sono io), della squadra più milanese che ci sia".

"I personaggi sono totalmente di fantasia oppure in parte di realtà" – ha ribattuto Daniela Basilico. "Questa domanda si ricollega" – ha ribattuto Ezio Guaitamacchi -"alla ricerca più ampia volta a migliorare la struttura e la forma del libro. Ho raggiunto un equilibrio tra fantasia e realtà e credo che lo stile ne abbia guadagnato".

Si è trattato, merito degli organizzatori, di una serata con significative novità. Ha offerto al pubblico l'immagine di un noir strutturato e concepito in forma inusuale, con la musica come elemento conduttore e presentato una cantante, Brunella Boschetti, dalla grande voce.