Testimonianza di Roberto Ferro

Partire da Padova per partecipare ad un matrimonio di amici a Pesaro e nel volgere di attimi cambiare definitivamente emozioni e prospettiva di vita? Sì, é possibile, mi é capitato!

Il 2 agosto 1980, giorno di partenze per le vacanze. Da Padova, allora, non esistevano treni diretti al Sud lungo la linea adriatica. Era necessario scendere a Bologna e prendere una coincidenza.

Con una oretta di tempo a disposizione ed il caldo già opprimente, tra mille e mille turisti, valigie e zaini accatastati a terra, un caffè si imponeva e dieci minuti di sosta nella sala d'attesa di seconda classe tra bambini vocianti e anziani già stremati dalla fatica.

Una strana irrequietezza mi catturò. Mi alzai dopo pochi minuti, abbandonai quella sala e iniziai a guardarmi attorno. Tra i molti treni in sosta ai binari era disponibile un treno straordinario per Brindisi, in partenza entro pochi minuti. “Pazienza se viaggerò in piedi, importante é arrivare! Arriverò presto a Pesaro e mi riposerò meglio e più a lungo?” - questo pensiero, forse, mi ha salvato la vita.

Quando arrivai a Pesaro un particolare mi colpì. Contrariamente al solito, regnava il silenzio più assoluto. Non transitavano treni, tutti erano incollati davanti al televisore in bianco e nero del bar della stazione. Sembrava fosse scoppiata una caldaia nei sotterranei della stazione. Certo, le macerie erano ovunque, persino sul piazzale esterno.

Ora, dopo molti anni, posso affermare: “Sono stato un uomo molto fortunato!”. Ho consumato un caffè con la tazzina offerta da un barista, pagato alla cassiera, entrambi deceduti nell'attentato. Mi sono accomodato forse in prossimità dello zaino contenente il tritolo. Avrò ammirato silenziosamente una bella ragazza tedesca in partenza per Rimini.

Da 34 anni mi porto dentro domande senza risposta “Perché loro sì ed io no?” “Avevano commesso forse colpe ed io avrò avuto dei meriti particolari?”.

Ferma e definitiva la condanna dei criminali noti e quelli ancora sconosciuti (non é pensabile che esplosivo tanto sofisticato e in sì grande quantità fosse in possesso di due poveretti, bellocci, assassini da strada). Chiunque sia stato, dovrà vedersela con il giudizio di Dio che non sarà misericordioso!

L'averla scampata, con gli anni, mi ha interrogato sull'aggressività. Non che anche prima, per carattere, fossi stato un violento per passione politica o un bullo. Ho sempre temuto le urla incontrollate, i sassi lanciati alla cieca, le prevaricazioni dei muscolosi.

L'attentato di Bologna mi ha convinto sulla necessità di togliere quanta più possibile terra sotto i piedi dei violenti. Ricorrendo alla ragione, all'ironia e alla comicità. Mi sono reso conto che i violenti “medi”, la massa degli individui potenzialmente “violenti” teme il ridicolo. Il film di Chaplin “Il grande dittatore” è odiato dai veri violenti.

Non si può fare nulla in questo senso con i delinquenti violenti, i terroristi, i Servizi Segreti e i mercenari ma, grazie a Dio, sono numericamente pochi e quindi più facilmente controllabili. Con loro é possibile utilizzare l'Autorità del Diritto.

Un ragionamento simile vale ancor più in questi anni, visitando fb. Incitamenti all'odio razziale, insulti più o meno gratuiti rivolti al prossimo, omofobia, immagine degradata della Donna..Magari, talvolta, affermazioni gratuite giustificate nel nome della Croce di Cristo (anche per i non credenti credo sia un utilizzo terribilmente strumentale).

Ricorriamo all'ironia, allora. Rispondiamo esplicitamente con sorrisi ironicamente luminosi ai beceri proclami di rancore ed odio. Tutti noi possiamo farlo! Ciascuno a modo suo, con la propria cultura musica ed arte.

Forse, rispondendo così, onoreremo gli ottantacinque morti e gli oltre quattrocento feriti dell'attentato di Bologna. Con semplicità ed efficacia, nella vita quotidiana!