Contributo a cura di Roberto Ferro
Il "ghetto alpino" valdese visse nel 1827 un anno di svolta #Ghettoalpinovaldese#. Giunse dall'Inghilterra un viaggiatore interessato alle vicende di un gruppo di protestanti quasi sconosciuto ai più e di cui si possedevano ben poche informazioni #ProtestantiValdesi# Si presentava in una veste insolita, a dorso di mulo e menomato di una gamba amputata in guerra combattendo a Waterloo #CharlesJohnBeckwith#
Quanto vide appena superato il confine del ghetto lo lasciò stupito e commosso assieme. La povertà era estrema, il cibo scarso, l'intera organizzazione sociale quasi compromessa da decenni di isolamento.
Ai valdesi era vietato varcare il confine Se per qualche motivo (malattia, viaggio di studio) infrangevano questa legge assurda erano costretti alla conversione, all'incarcerazione o al lavoro coatto in risaia (quindi a causa ella malaria a morte probabile). Solo d'estate era possibile raggiungere la Francia per passi malagevoli #VallivaldesieDelfinato#
Rientrato in Inghilterra Bechwith raccolse finanziamenti e con questi progettò un sistema scolastico inedito per l'Europa. Innanzitutto scelse i maestri (le maestre) parte tra il corpo pastorale parte tra i giovani più istruiti e intraprendenti della comunità. Ogni borgata (circa un centinaio) accolse una piccola costruzione, nuova e salubre, che fungeva da scuola, unico ambiente riscaldato costantemente in inverno. I bambini e le bambine ricevevano un piatto caldo #ScuolineBeckwith# .
Beckwith ritenne, inoltre, opportuno che i ragazzi più brillanti potessero proseguire gli studi in un liceo ancor oggi esistente #CollegiovaldeseLiceoValdeseTorrePellice#. Si edificarono per il corpo docente abitazioni che rendono ancor oggi oxfordiano il viale "storico" di Torre Pellice.
Nel breve volgere di una quindicina d'anni l'intera popolazione giovanile, maschi e femmine, era alfabetizzata. Si attuò un progetto scolastico "laico", "non clericale" per impostazione e insegnamenti. Obiettivo era creare dei buoni cittadini della comunità non dei buoni cristiani protestanti (quello era compito dei pastori).
Questo risultato sorprendente non comportò l'utilizzo di specifiche metodologie d'insegnamentoi. Beckwith e collaboratori applicarono un risorsa immediatamente disponibile in loco: quella che noi oggi denominiamo "peer education" #PeereducatioandPrimaryschool#. Tramite la presenza di un minimo di docenti esperti si trasformano alcuni allievi più dotati in insegnanti e con ottimi risultati.
Con lievi modifiche la peer educatioon fu utilizzata all'incirca nei medesimi anni da #Carlo Cattaneo# a Milano e dai primi movimenti socialisti italiani a fine '800. Nelle fabbriche, dove possibile, i lavoratori sceglievano un ragazzo sveglio e dotato, svolgevano al suo posto il lavoro che gli sarebbe spettato ed in cambio questi leggeva libri e opuscoli politici.
Con la fine del ghetto alpino nel 1848 #CarloAlbertoePatentidigrazia# e la graduale affermazione della istruzione statale anche questo sistema si estinse sino, purtroppo, a non lasciare memoria nella ricerca pedagogica italiana. In compenso la comunità valdese trasse immediatamente potenti benefici dalla scolarizzazione generalizzata. Ricordo in breve alcune "conquiste" nel campo dell'istruzione: le ragazze lavorarono come bambinaie presso le famiglie regnanti d'Europa (molte parlavano fluentemente italiano, francese e spesso tedesco), altre ragazze diplomate maestre aprirono scuole in Calabria e Puglia ottenendo grande successo, lo stesso Edmondo De Amicis fu influenzato notevolmente da questa esperienza nella composizione di "Cuore".
Quali insegnamenti trarre da questa vicenda? Innanzitutto, la "peer education" potrebbe rivelarsi utile nei contesti di istruzione informale (per esempio, nella valorizzazione di risorse comunitarie #psicologiadellasalute# #lottaalllanalfabetismodiritorno#. In contesti urbani sempre più disseminati da muri (sociali, culturali) l'impresa educativa favorita da Charles John Beckwith dimostra una volta di più che è possibile ottenere successi in contesti difficili, con mezzi limitati, contando sulla grande risorsa della responsabilizzazione comunitaria.