Daniele Oian

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10213209509264655&set=a.1328319740415.2045588.1603594232&type=3&theater

Venir giù con passo buono e ginocchia di salice. Dopo esser salito nel sole in bella compagnia. Curva a sinistra. Vacche al pascolo. E capre non poco distanti. Saliamo in drappello per la lotta di classe. L'avidità organizzata non pensa a questi splendidi paesaggi, al sole che bacia le fronti, alla fauna selvatica che vola e sbircia dai nascondigli, non pensa alle nuvole in cirri, né alla brezza che leggera raffresca la schiena. Di fronte al Rombon e laggiù al Canin, imbraccio la vista della bellezza. Quanta lotta serve per non peggiorare una situazione che si sta facendo pericolosamente globale? Il cagnolino del melo è a suo agio. Mille odori lo appassionano.

Arrivano quattro staffette umane, due a due emergono dai laghi in fondo, direzione nord. Salutano e consegnano il messaggio a tutto ciò che esiste ed è tangibile anche oltre i sensi. Sono portatori di umanità, pur nella loro semplicità. Anzi proprio per questo sono credibili agli uccelli, alla poaceae, alle carline, ai caprioli, alle marmotte e persino ai loro simili, così spesso contorti e pericolosi. Ma c'è stata assonanza, e la risultante sonora è percepita dall'ambiente come armonica. Ecco che allora tutto procede nella direzione dell'evoluzione benefica, verso l'empatia del rispetto e dell'ammirazione. Come nonne sappiamo ascoltare e abbiamo vissuto già almeno un po', con consapevolezza. Ora continuiamo nel solco che altri grandi hanno per noi tracciato. A noi resta solo che ben timonare. E' sempre un compito che richiede attenzione e tocca sovente scrutare il cielo, le stelle e il sole, senza mai perder di vista il sentiero sul quale procediamo, comunque domandando. Poiché ci pare di essere qui per quello. La relazione fa la vita. E ci rende più navigati e conoscitori, oltre che accarezzarci di saggezza. Prendiamo tutto sul serio, ma sorridiamo comunque, perché se sappiamo poco della torta cosmica ancor meno sappiamo di noi stessi, mentre con le mani dell'argilla, ci stiamo forgiando nel kaleidoscopio del vivente. Passa un corvo imperiale lassù, poi a distanza ne spunta un altro. Dialogano indipendenti. Il sole e la pianura definiscono lo scatto mentre il pensiero con dentro il vuoto avvolge tutto.