Contributo a Cura di Anna Falco

Presso Illimitarte si è svolta una serata dedicata alla commemorazione di una donna speciale Illimitarte di Villaricca ha dedicato una sala a Zaineb Hassan Auda.

Si tratta di storie di donne prigioniere di sbarre invisibili, violentate, stuprate, abusate. Sono vicende di cui si preferisce tacere, ripetute per secoli, morti annunciate.

Questa è la vita di Zaineb Hassan Auda, pittrice e rivoluzionaria, fuggita dall'Iraq e dalla devastazione della guerra. Approdata in Italia ha cercato di lottare per difendere la propria vita combattendo un altro mostro, quello della censura, impalpabile ma inesorabile, dell'isolamento.

Ha lottato contro il potere dei potenti, i pregiudizi, l'"accoglienza" affaristica delle cooperative che lucrano sulla disperazione dei migranti, le menzogne di un futuro migliore, gli psicofarmaci, l'ospedale, gli "effetti" dei tagli alla sanità pubblica voluti per favorire quella privata e l'uso repressivo della psichiatria.

Zaineb Hassan Auda era una donna come tante, con l'unica richiesta di essere "libera e null'altro" ma che, tristemente, non ce l'ha fatta.

Di questa triste vicenda si è parlato già nel 2015 presso la sede dell'Associazione Illimitarte, via Capitano Pellegrino 4, Villaricca (Na) con il presidente Raffaele Cardone (amico della stessa) e Marco Sbandi (compagno di Zained Hassan Auda) e da allora le cose non sono certo cambiate.

Moltissime sono le donne che fuggono dai territori in guerra e arrivano in Italia con la speranza di respirare un clima diverso, quello della libertà. L'Italia rappresenta, infatti, per loro un luogo di rinascita ma una volta arrivate lo scenario cambia. Sono irretite da individui ricchi di promesse mirabolanti e che poi, in realtà, trasformano i sogni in incubi dai quali non escono più se non morte.

Ci sarebbe molto da riflettere su come sono trattati i migranti, senza dimenticare che un tempo anche i nostri cari connazionali partivano come migranti in cerca di fortuna. Questa vicenda è finita tragicamente, fa riflettere, nell'auspicio che parlarne possa fungere da monito.

I migranti sono persone che desiderano solo integrarsi, non trattate come merce di scambio. La targa dedicata a Zaineb è ancor oggi esposta nella sala concerto dell'Associazione Illimiarte, affinché il suo sorriso continui a illuminare i nostri cuori.