Contributo a Cura di Roberto Ferro

Un recente soggiorno a Cracovia si è rivelato involontariamente provvidenziale. Era fallito da pochi giorni il tentativo del governo nazionalista presieduto da Donald Tusk di imporre una legge che vietava di fatto l'interruzione volontaria di gravidanza.

La frequenza delle interruzioni volontarie di gravidanza in Polonia è impressionante: circa un milione l'anno su una popolazione di 39 milioni di abitanti. La proposta di legge, se approvata, avrebbe vietato gravidanze provocate da incesti, stupri, gravissima malformazioni del feto e pericolo per la vita della madre, punendo donne e personale medico e paramedico con la detenzione fino ad un massimo di 5 anni.

Se teniamo presenti la frequenza dell'alcolismo e la promiscuità di vita nelle aree rurali più arretrate, la legge, se approvata, avrebbe creato gravi disparità su base del reddito e del luogo di residenza. Le donne che risiedevano in prossimità dal confine con la Germania ed i Paesi Baltici o in grado di acquistare un biglietto per la Svezia sarebbero sempre state in grado di abortire, le altre sarebbero state in balia di "mammane" o medici falsamente obiettori.

Elzbieta K è una giovane guida turistica di Cracovia sposata con un ristoratore sardo, perfettamente a proprio agio con l'italiano. Incontrandola nella piazza principale di Cracovia, teatro di imponenti manifestazioni, mi è venuto spontaneo porle alcune domande sulle ragioni e sulle cause scatenanti la protesta.

"Il governo Tusk è stato eletto dopo un periodo di grandi ristrettezze provocate dal neoliberismo di quello precedente Esiste una fascia borghese oppure addirittura benestante ed una massa di popolo che fatica a campare. Si tratta di un fenomeno non risalente esclusivamente alla caduta del Muro ma da secoli città e campagna in Polonia viaggiano su piani differenti!"

"Il precedente governo liberale aveva tentato l'introduzione di una legislazione più liberal relativamente all'interruzione volontaria di gravidanza e alla contraccezione ma il clero e i conservatori hanno fatto di questo tentativo uno dei vessilli della campagna elettorale. Quando Tusk vinse si mormorò che avesse svolto in cattedrale il primo consiglio dei ministri con il Primate a dettare dal pulpito l'agenda politica".

"In realtà la situazione della maggior parte delle donne polacche è difficile, le famiglie sovente sono disgregate. Per loro il lavoro è duro e insoddisfacente, il maschilismo anche moderato domina i rapporti, padri e partner alzano sovente il gomito specie nei fine settimana. Ne derivano numerosi incesti, abusi e violenze, il modello è procreare figli a ripetizione (anche se famiglie quale quella di Lach Walesa estremamente numerose diminuiscono rapidamente)".

"La presentazione della proposta di legge ha coinciso con un paio di situazioni tristissime. In un villaggio rurale nei pressi di Lodz una ragazzina di 15 anni, ingravidata dal padre, dopo aver chiesto invano aiuto ai medici, si era suicidata per la vergogna. Iniziarono poi a circolare via web dati epidemiologici veramente allarmanti e le critiche aspre e immotivate di numerosi esponenti del clero nei confronti delle donne che sceglievano di abortire".

"Queste informazioni tramite i social e i passa parola hanno rapidamente coinvolto moltissime donne nelle scuole, università e luoghi di lavoro (campagne e mercati inclusi). Il Comitato "Salviamo le donne" sorto grazie anche grazie ad alcune ragazze spagnole che studiano a Cracovia, ha autoconvocato manifestazioni non solo a Cracovia, Varsavia, Lodz, Danzica ma anche in centri di provincia. A Cracovia eravamo in 70000, molte a Danzica, a Varsavia e Lodz un po' meno!,

"Abbiamo dibattuto a lungo sul colore della protesta. Utilizzare quella polacca nazionale avrebbe comportato strumentalizzazioni politiche da parte del governo. Quindi abbiamo optato per il nero a simboleggiare il lutto per le tante donne morte per aborto, il dolore delle violenze familiari".

"A questo punto il governo Tusk se l'è fatta sotto! Perché in Polonia non esiste solo il problema dell'interruzione di gravidanza ma prevalgono corruzione, nazionalismo esasperato, crisi economica e potere clericale."

"Esistono certamente ancora le ragazze che inginocchiate a messa in Duomo avanzano carponi fino all'altare, quelle che certamente hai visto prima, esiste un clero forte economicamente e politicamente anche se non così compatto come si tenderebbe a credere. Siamo convinte, tutte noi del Comitato "Salviamo le donne" che esista una "zona grigia", che un certo numero di donne e ragazze pie abbiano partecipato alle manifestazioni.,, Personalmente, alle manifestazioni ne ho incontrate un paio".