Contributo a cura di Roberto Ferro

Possiamo paragonare Berlino allo splendido ritratto della regina Nefertiti conservato presso il Neue Museum: affascinante, per certi versi tutta da decifrare, con i graffi di un passato tragico e recente. Sono due destini paralleli che si incrociano al tramonto: incredibilmente colorata Berlino è un mondo in divenire (cinque milioni di abitanti ufficiali, in realtà quasi sei complessivi) percorsa da folgoranti novità e inquietanti contraddizioni.

Berlino accoglie quanti desiderano realmente affermarsi nel lavoro. Ho incontrato "aria di casa" in due occasioni apparentemente di secondaria importanza: Sonia, part time alla reception del Plus Berlin Hotel ed

Erasmus, originaria di Dolo (Venezia) dove ho trascorso l'infanzia; i quadri di Gabriella Ventavoli, con galleria in Via Ampere (prossima alla mia residenza milanese).

Claudia, disegnatrice e creativa nella produzione di videoclips musicali, bolognese di nascita e berlinese di adozione da alcuni anni, mi ha permesso di conoscere esperienze particolari oltre a garantire preziose informazioni storiche e di costume sulla città.

Per quanto riguarda la vita culturale, Berlino è ora il cuore pulsante d'Europa. Tutto ebbe inizio circa 20 anni fa con un borgomastro geniale alle prese con un difficile problema: unificare Berlino culturalmente e non solo urbanisticamente. La DDR non aveva lasciato che macerie morali e sociali, un clima di sospetto generale.

La soluzione fu semplice e di grande efficacia: l'amministrazione scelse di far propria la microprogettualità di quartiere! Furono privilegiati le iniziative private e budget pubblici flessibili e pragmatici, ridotta al minimo la burocrazia. La pubblica amministrazione doveva solo offrire normative semplici e garantire controlli efficaci.

Il risultato è sotto gli occhi di cittadini e turisti. Ogni giorno, per tutto l'anno, si svolgono circa 1000 eventi culturali, sportivi e musicali, Questa attività trae spunto da un background di progetti con ricaduta sociale. apicultura urbana con i favi dislocati nei parchi e sui tetti dei palazzi, trasformazione di container dismessi in alloggi (confortevoli) per studenti, riduzione della tassazione per studi di registrazione e attività similari, affitto degli spazi demaniali sottostanti le U – Bahn per discoteche e sale concerti, assegnazione di alloggi gratuiti in determinati quartieri per i progettisti di blog con determinate caratteristiche, e via discorrendo.

La musica ha tratto enorme vantaggio da questo clima: classica, jazz, blues, elettronica, tecno, pop. In tutti i casi si produce molta musica sotto forma di incisioni e videoclips di elevata qualità. Frutto della presenza di musicisti e tecnici irlandesi, francesi, polacchi, russi e, naturalmente, italiani. e di una competizione continua, quasi spasmodica.

Il problema principale è rappresentato dalla continua mobilità tra band, gruppi e progetti. La vita media di una band (specie se di successo) è di un anno e mezzo. Impensabile la presenza di un cartello di gestori di locali per favorire i cachet degli artisti o calmierarli (come si tenta faticosamente di fare in altre città) anche perché a Berlino si suona esclusivamente in locali che non coincidono con i ristoranti. I locali costituiti in cartello non sopravviverebbero a lungo (mediamente il costo di ingresso con consumazione ammonta a 7 – 8 euro) e i musicisti non farebbero altro che rivolgersi ad altri locali, centri sociali oppure...si esibirebbero per strada. Posto che si sia bravi musicisti DJ o tecnici il lavoro non manca!

La prima musicista italiana a raggiungere Berlino è stata Caterina Barbieri (nome d'arte Missincat): originaria di Parma, stretta tra Nina Zilli ed altri e da circuiti musicali particolarmente conservatori, inizialmente con un repertorio ispirato a Norah Jones, questa cantante si è esibita un mese fa all'O2 (una sala più ampia di quella del Filaforum di Assago) affollato in ogni ordine di posti, con un repertorio in parte musica sperimentale e parte rock.

Dopo di lei il flusso è aumentato esponenzialmente ed ora a Berlino, su 80000 italiani, oltre la metà è composta da artisti, e professionisti. Siamo benvoluti per le nostre competenze e la città si è dimostrata benevola. Il costo della vita è più bassso e gli stipendi, leggermente inferiori a quelli idi Milano, in realtà garantiscono un tenore di vita più elevato. Unici limiti degli italiani la difficoltà iniziale a lavorare in team e un ricordo struggente (talvolta eccessivo) per il proprio Paese. Alcuni (non molti per la verità) hanno abbandonato ottime occupazioni per tornare in Italia. per scontrarsi con carenza di lavoro, assessori, burocrazia e rientrare a Berlino a precipizio.

Emyl ha fondato una street band, italiana di Enna, si è esibita a Dublino, Londra, Parigi, Milano ("dopo qualche mese vigili e burocrazia ci hanno fatto scappare") e da due anni Berlino. "Il Comune chiede solo la notifica del luogo dove suoniamo più per garantire la nostra sicurezza contro i nazi che per verifiche e autorizzazioni. Paghiamo una somma minima mensile per la fornitura della corrente. Se piove ci ripariamo sotto il ponte, e le offerte assieme alla vendita dei CD garantiscono un discreto tenore di vita". Particolarmente suggestiva, garantisce, è suonare mentre nevica! C'è sempre gente ad ascoltare.

Il jazz a Berlino è una presenza capillare: a inizio maggio si svolgono due importanti festival: Xjazz e Vivaldijazz al Dom con centinaia di concerti diffusi per la città. Si suona jazz nelle biblioteche pubbliche alle 3,00 di notte, sui tetti... E gli italiani svolgono un ruolo importante. Mentre altrove si tende a fare musica in locali a piano terra o sotto il livello della strada, a Berlino si fa musica in alto, ammirando il paesaggio urbano!

Si esegue musica in alcune chiese luterane per facilitare la socializzazione dei ragazzi. "Quasi ogni sera" - mi racconta Peter responsabile di progetto -"spostiamo i banchi dotati di ruote, montiamo consolle o strumenti musicali per la band e bar (analcolico perché l'alcolismo anche giovanile è diffuso) e alle 20,00 fino a mezzanotte, apriamo. Ci piazziamo all'ingresso per filtrare nazi e spaccia (in accordo con le forze dell'ordine) e il biglietto costa 5 euro. I ragazzi stessi tutelano il progetto che non costa nulla alla comunità e si autofinanzia".

La musica tecno la fa da padrona a Berlino e, mi garantisce Claudia, si tramuta in spettacolo in occasione della Love Parade che richiama ogni anno nel cuore della città tra due e tre milioni di giovani provenienti da tutta Europa (con rilevantissimo giro di affari a vantaggio collettivo). Per tre giorni è grande festa. Animatori dell'evento (totalmente a carico di privati, la municipalità garantisce solo assistenza medica e la sicurezza) sono i DJ tecno europei.

Italiani sono alcuni noti DJ. Al Matrix, una discoteca di grido, (7 piste autonome, con orario differenziato, giochi di luce...), sede sottostante il terminale di Warchauer Platz della U1 (linea verde) lavora Heidi, splendida venticinquenne di Merano. "Sono arrivata a Berlino tre anni fa perché Merano mi stava proprio stretta. Certamente ha aiutato il mio bilinguismo ma non più che tanto. Mi sono presentata al Matrix dopo vari colloqui e mi hanno messo subito alla prova alla consolle la prima ora successiva all'apertura (l'avvio quello più difficile). Amo la musica tecno e loro evidentemente sono rimasti soddisfatti. Guadagno bene.. Se intendo lasciare Berlino? Assolutamente, questa città quando ti cattura non ti lascia più". La sua pista apre alle 6,00 del mattino (più si è svestiti meno si paga) per concludere alle 14,00.

Il trend affermato è quello del tiratardi: i concerti (molto affollati) si svolgono in orario che a Milano sarebbe (quasi) di chiusura dei night.

D'altra parte la vita è sobria. Anche in una città ricca come Berlino i magazzini di Alexanderplatz (per esempio, Saturn) sono chiusi, in estate la gente non si incolonna frenetica verso il mare che dista circa 50 km. Al più, se si è appassionati di grande musica classica si sale sul cosiddetto "treno della musica" per recarsi a Lipsia (due grandiosi auditorium per la classica e uno per la lirica più la Cantorai fondata da Bach). Altrimenti, gli immensi parchi, i locali e le spiagge lungo la Sprea con tanto di sdraio e jazz band offrono ampie possibilità di svago a costi contenuti. Una unica lunga vacanza in agosto in Italia, Spagna, Grecia Svezia etc. La sobrietà è godersi la vita con moderazione!

La gentilezza a Berlino è d'obbligo. La commessa, il tassista, persino i buttafuori dei locali...salutano con un sorriso sincero in quanto clienti. E se interpellati, sono prodighi di indicazioni. Non esistono più i prussiani freddi (un milione e duecentomila turchi è garanzia di interculturalità).

Anche per queste ragioni Berlino si è tramutata in pochi anni nel cuore pulsante culturale e musicale d'Europa. Si sta formando rapidamente una koinè, una comunanza di vedute e di prospettiva culturale sfaccettata, carente attualmente a Parigi e Londra (per non dire Milano) tra artisti di nazionalità differenti.