Recensione a cura di Roberto Ferro

"ROSSA TERRA" di Mauro Tonino (Orto della Cultura Ed, 2011) non é un semplice romanzo! In una recensione di alcuni mesi or sono lo definii originale e commovente, non racconto nel senso tradizionale del

termine ma rivisitaione storica resa efficace da caratteristiche insolite, la pulizia etnica titina, le foibe, la navigazione nel "dominio do Mar" veneziano.

L'Otto settembre 1943 é un evento drammatico e ambiguo per l'Italia: i nostri soldati gettarono le armi sicuri che la guerra si sarebbe conclusa in pochi giorni con la pace. Ebbe inizio, invece, il dramma della Resistenza e della Repubblica Sociale

Nazario, padre di Marino e nonno di Filippo, dopo un attimo di euforia, fu anch'egli costretto dei propri superiori, sotto pena di fucilazione, a indossare nuovamente la divisa.

Nel breve volgere di pochi mesi si affermarono in Istria nuove autorità, più o meno effimere: titini, tedeschi, titini nuovamente e definitivamente (per quanto riguardava la Zona B). "ROSSA TERRA" lascia ben trasparire l'angoscia, di una famiglia di solide radici italiane, residente nel cuore dell'Istria, privata del capofamiglia e costretta all'esodo!

Nazario dopo pochi mesi sarà prelevato dai partigiani titini, a causa della sua italianità e del suo essere militare e il figlio Marino, allora di otto anni, rimarrà attonito e presago della tragica fine del padre. Nazario, con gesto di estrema tenerezza e protezione filiale promise con voce calma al figlio "che sarebbe ritornato entro sera". Scomparirà, invece, alla pari di altre centinaia di sventurati, italiani, tedeschi, persino soldati Alleati, gettati (cadaveri oppure ancora vivi) nelle foibe, cavità carsiche profonde anche centinaia di metri. "Missing" direbbero i mass media oggi.

Il romanzo (o narrazione storica) é racchiuso nel veleggiare di nove giorni, nonno e nipote, lungo le coste dell'Istria (ora divenuta Slovenia e ambita meta turistica), di un faticoso progressivo ricordare di nonno Marino relativamente a quegli eventi tragici, del riconoscimento del valore della cultura veneziana e italiana d'Istria, storia e natura assieme.

E' trascorso ormai quasi un anno dalla prima recensione di "ROSSA TERRA" e Mauro Tonino non ha affatto concluso la sua opera. In una semisconosciuta cascina del novarese (Cascina Bellina di Casalino) e con la sorridente accoglienza di Francesca Germano, abbiamo riletto la vicenda con sguardo nuovo.

Differenti le emozioni del pubblico: dolore per chi aveva parenti o conoscenti esuli dall'Istria, se non addirittura missing infoibati. Altri erano semplicemente curiosi di conoscere a fondo vicende che hanno toccato tanti italiani..

La scorsa estate, infatti, Marino, Mauro Tonino e Filippo si sono recati nella tormentata (un tempo) Istria, alla ricerca del luogo di sepoltura di Nazario. Hanno visitato Pola, Capodistria, Cittanova d'Istria, Villanova di Verteneglio e i villaggi che, nelle limpide sere é possibile ammirare da Venezia come uno sfrigolio di luci di luci. Era il Dominio di San Marco, Do Mar.

Ben più difficile si é rivelato invece l'inoltrarsi nelle aree interne dell'Istria, dove la macchia e la fauna selvatica hanno pochi uguali in Europa. "ROSSA TERRA", il titolo stesso del romanzo, offre una indicazione precisa: lasciamoci avvolgere dalla terra, rossa per ossido di ferro, che copre l'Istria e nei ricordi tragici che videro sparso tanto sangue umano.

Vagano, novelli Argonauti, nella boscaglia si sforzavano di non porre un piede in fallo e precipitare, senza volerlo, in una foiba. Troppo fitta la macchia, il tramonto era prossimo e Marino, Mauro e Filippo quasi "guidati" dal destino entrano in un modesto luogo di ristoro...

Si impone allora, extrema ratio, la domanda rivolta all'oste: "Lei conosce la foiba di Vines?" Un attimo di silenzio perché, come spesso accade, esistono verità inconfessabili. Quell'uomo é a conoscenza, direttamente o indirettamente, delle terribile vicenda di quell'eccidio..E poi, di rimando, guardingo: "Perché le interessa la foiba di Vines?" E Marino, con voce ferma gli risponde: "Perché lì é sepolto mio padre!"

Mauro Tonino ha raccontato con dovizia di particolari l'arrivo del padrone del terreno, la scoperta dell'antro (solo uno sguardo attento avrebbe potuto) e un lungo silenzio di raccoglimento. In quel gesto si é, forse, ricomposta una frattura ben più che cinquantennale.

Tutti noi che presenziavamo alla presentazione di "ROSSA TERRA" abbiamo pensato (possiamo aver pensato) per un attimo anche alle mille pulizie etniche e alle foibe utilizzate come sepolcri indegni in Europa, altrettanto sconosciute quanto quella di Vines: Istria e Dalmazia, Pomerania, parte della Polonia, Ucraina .....Sarajevo.