Contributo a cura della Redazione di My Personal Mind

"Io sto con la sposa", docu film presentato con successo alla Mostra del Cinema di Venezia 2014 ha una trama (apparentemente) semplice. Due siriani e tre palestinesi, tutti richiedenti asilo, si trovano nella necessità di attraversare l'Europa. Da Pantelleria a Stoccolma, nella speranza di conquistare una vita migliore.

La sposa, bellissima e affascinante, é stata testimone della battaglia di Aleppo e della rivolta in Siria, gli altri, apolidi, fuggono da un conflitto altrettanto sanguinoso a Gaza City. I destini dei protagonisti si incrociano tortuosi sulle coste egiziana e libica, l'azione brutale dei mercanti di carne umana, la morte vista in faccia alla partenza e il naufragio all'arrivo, i soccorsi tardivi, l'arrivo a Ustica e l'impatto con la burocrazia oppressiva.

Questi ricordi drammatici emergeranno gradualmente nel corso della vicenda, un geniale lungo viaggio di nozze narrato senza enfasi. Preliminare al viaggio, la giovane siriana acquisterà a Chinatown un abito da sposa doverosamente bianco, l'emblema stesso del film. Lo spettatore potrà accodarsi al corteo nuziale che attraverserà non il sagrato di una chiesa o l'atrio di un Municipio ma l'Europa ad iniziare dalla Stazione Centrale di Milano, luogo di arrivo di molti profughi e richiedenti asilo e di aspre contese ideologiche.

Lo spettatore curioso potrà percepire le emozioni che colorano il viaggio e i luoghi simbolo rappresentati: Ventimiglia (la sposa biancovestita tra i pruni del sentiero degli spalloni), Marsiglia crocevia di culture, l'ospitale Bochum in Germania per concludersi con infiniti patemi d'animo in Svezia. Se il finale sarà agrodolce risalta la bellezza della ospitalità offerta al gruppetto di fuggiaschi da amici, conoscenti e semplici persone altruiste nel garantire cibo e alloggio. Alla pari del biblico patriarca Abramo con i tre misteriosi ospiti nell'ora infuocata del deserto.

"Io sto con la sposa" può turbare lo spettatore milanese abituato a descrizioni ben diverse, più ideologizzate, dei richiedenti asilo che giungono in Stazione Centrale. Non tutto é semplice per quanti, uomini donne e bambini, fuggono dalle guerre: le abitazioni e il lavoro non esistono più, amici parenti e semplici vicini di casa sono stati uccisi. Per queste persone la frase tanto spesso pronunciata di "Aiutiamoli a casa loro" non ha semplicemente senso.

Soprattutto, risuona ripetuta una costatazione: "il sole, il mare e la terra sono di tutti e tutti hanno il diritto di vivere senza barriere".

"Io sto con la sposa" trae spunto e forza da una colonna sonora forte e ritmata, da un ritmo rap coinvolgente, tanto più che ben pochi (forse solo in Francia) conoscono l'esistenza di questo genere musicale nei Paesi del Vicino Oriente. Makar, il ragazzino palestinese che ha salvato il padre da morte certa, si rivela un cantante con un futuro musicale sicuro e grintoso e con le idee chiare in fatto di società.

Il folto pubblico (la sala era pressoché piena) dimostra la possibilità di produrre film di buon livello senza disporre di budget elevato, attori e sceneggiatori famosi e adeguata copertura da parte dei mass media. Si era in tanti a "stare con la sposa"!

Io sto con la sposa
Regia: Antonio Augugliaro, Gabriele Del Grande, Soliman Al Nassiry
Produzione: Italia Palestina 2014
Durata 89 minuti
Attori: Tasneem Fared, Abdallah Sallam, MC Manar Manar, Alaa Bjemi