Contributo a cura di Roberto Ferro

Beatrice Zanolini, inizialmente sportiva poi musicista e manager di successo, incanta per il sorriso in grado di donare e la spontanea umanità. Una particolare luminosità d'animo, evidente in occasione dei concerti, sfiora il pubblico e filtra anche in questa intervista.

Per la tua scelta d'artista quale caratteristica ha contato di più?
Più che l'essere nata a Milano hanno contato il mio contesto famigliare e le amicizie. La mia vita é sempre stata arricchita di persone e relazioni speciali che mi hanno insegnato molto. La musica é sempre stata presente: questo ha facilitato il mio percorso. Dal ramo materno ho ereditato talento e passione. Ricordo pianoforte, violino, mandolino in casa del mio bisnonno. Ho imparato a suonare la chitarra a dieci anni, sono sempre stata onnivora di musica perché a casa mia si ascoltava veramente di tutto.

Mi parli della tua formazione?
Sono autodidatta, non ho mai studiato canto. Fin da bambina, per anni, mi sono dedicata a livello agonistico allo sport. Poi ho studiato coreografia e insegnato danza jazz per oltre dieci anni, dedicandoci molto tempo. Il canto é stato per anni un hobby da condividere con gli amici. L'incontro e l'amicizia con musicisti professionisti hanno segnato la svolta con progetti sempre più frequenti ed impegnativi. Ho investito tempo in ascolto, prove, arrangiamenti. I miei meravigliosi musicisti mi hanno insegnato moltissimo: improvvisazione, intesa, armonia, cultura musicale. Il resto, per me, é interpretazione. Non avendo mai studiato tecnica, gioco tutto sul piano delle emozioni.

Hai frequentato il Corso Seth Riggs, metodo Speech Lewel Swing. Mi descrivi in poche parole le sue caratteristiche?
Un bravissimo "vocal coach", Michele Fischietti, mi ha insegnato preziosi esercizi per gestire la voce preservando le corde vocali. A distanza di anni, ancora oggi, beneficio di questo, non solo nella musica; la gestione della respirazione é per me fondamentale anche nel mio lavoro, dovendo parlare molto.

Spesso l'opera prima di un artista influenza la sua vita creativa successiva, nel bene e nel male. "Aro a nui" su quali basi é nato?
Su delle "basi"! Nel senso che l'ho realizzato cantando su basi preconfezionate. Era la prima vera esperienza discografica, con cover piuttosto commerciali ma ben arrangiate, un progetto realizzato per beneficenza come spesso sono i miei lavori musicali. Ma oggi é molto distante da quello che faccio.

Il successivo "You make me feel better" ha venduto oltre 30000 copie. Quali caratteristiche lo hanno reso un disco di successo?
E' stato anche questo un progetto benefico. Il ricavato é andato tutto a sostegno di Gol De Letra, fondazione brasiliana di Leonardo De Araujo, ex calciatore e allenatore e mio caro amico che in questo CD ha duettato con me. Le 30000 copie sono dipese dal significativo sostegno che sponsor e media partner ci hanno dato, oltre alla preziosa collaborazione dei grandi musicisti che hanno partecipato.

Tra i numerosissimi artisti con i quali hai collaborato, ne esiste uno che ti ha donato particolari emozioni?
Impossibile fare una classifica. Ciascuno mi ha regalato qualcosa di prezioso e unico. Ogni volta ci sono emozioni nuove e l'essere anche amici aggiunge valore.

In quale occasione ti sei detta: "Ecco una serata che non dimenticherò mai"?
Molte performance hanno lasciato un segno e non solo quelle nei grandi teatri. Ogni serata può rappresentare livelli emozionali e di intimità musicale indimenticabili. Nel passato più recente sono molto legata a "Marylin in Jazz", spettacolo portato in scena diverse volte sempre con giovani musicisti, ideato assieme all'attore e amico Fabio Bezzi, con il quale condivido molti altri progetti fantastici!

Come e quando ti sei avvicinata al Movimento Neorelazionista?
Silvia Pisani, splendida pittrice e mia preziosa amica da quaranta anni, ha fondato con Maurizio Luerti questo Movimento che unisce persone pronte a condividere progetti, idee, emozioni arte, cultura, sotto ogni forma e sempre con lo scopo di relazionarsi e di rimettere al centro di tutto la persona. Silvia mi ha invitato ad aderire ed io ne sono profondamente onorata.

La tua biografia é colorata non solo dalla musica ma anche da attività pubblica e professionale di alto livello. Hai un segreto, un tocco femminile particolare che preserva l'equilibrio tra impegni e piacere di esibirti, tra naturalezza e efficacia nelle relazioni quotidiane?
Sono diventata imprenditrice a 22 anni, sposata a 24. Sono diventata mamma a 25 e poi a 30. Ho vissuto dalla parte opposta del mondo e mi sono poi ritrovata qui a ricostruire tutta la mia vita da zero, con la mia famiglia. Nessun segreto! La migliore palestra é sempre la vita, il tesoro più grande le persone che la popolano. Il mio attuale lavoro é molto impegnativo, tra mondo istituzionale e imprenditoriale, é fatto di relazioni spesso delicate e necessita di continuo aggiornamento. Ogni sfida rappresenta un enorme stimolo per me. Il mio impegno nel sociale, anche con volontariato attivo, é un altro carburante favoloso. E quale miglior ingrediente della musica per condire al meglio tutto questo? Soprattutto con la mia famiglia consenziente che mi supporta e mi segue.

Quali progetti per il futuro?
Tanti e, senza fretta, vorrei metterli tutti a segno. Entro l'anno arriva un nuovo CD, con brani inediti e partner d'eccezione anche internazionali!