Contributo a cura di Roberto Ferro

Sabato 5 aprile, presso l'Hotel dei Cavalieri, Milano, si è svolta l'annuale Assemblea dell'Associazione Esuli Giuliani e Dalmati (ANVGD), In questa occasione Mauro Tonino, storico e scrittore friulano, ha presentato l'ultima fatica, Rossa terra, pubblicato nel 2013 da Orto della cultura Editore.

La presenza in sala di alcuni testimoni diretti degli eccidi e del successivo esodo degli Italiani dall'Istria e dalla Dalmazia, ormai anziani, ha reso palpabile la commozione, le lacrime. Allora erano bimbi e bimbe impotenti dinanzi al dramma, ora memoria preziosa per le generazioni future.

La trama del romanzo è nel contempo semplice ed originale.

Il nonno, Marino, esule istriano, e il nipote Filippo, animato da desiderio ardente di conoscere il suo passato, percorrono su una barca a vela le coste dell'Istria e della Dalmazia. Si tratta di una crociera simbolica: la costa i ricordi ed esperienze dolorose, il mare lo spazio della scoperta.

Di fronte alle domande insistenti del nipote che ne intuisce il turbamento, inizialmente Marino rifiuta di recuperare ogni ricordo, tanto crudeli le lontane esperienze. Come è possibile narrare al ragazzo, soprattutto a sé stesso, la pulizia etnica subita dagli Italiani ad opera dei partigiani titini e la morte orrenda e crudele di molti connazionali, gettati sovente ancora vivi nelle foibe mani e piedi legati?

Per quanti non lo sapessero, le foibe sono immani voragini che sprofondano per centinaia di metri nella roccia calcarea del Carso. Basovizza, la località tragicamente più nota, è invece una miniera abbandonata.

Il romanzo evita l'atteggiamento didattico e didascalico per andare al nocciolo del problema: l'esodo fu programmato e pianificato e le foibe inghiottirono realmente numerosi italiani, il più delle volte innocenti ed estranei a contese politiche (talvolta persino militari Alleati e tedeschi). Malgrado la negazione degli eccidi di autrici quali Claudia Cemigoi e Alessandra Karsevan, purtroppo quella delle foibe è una realtà storicamente accertata.

La realtà dell'Istria emerge allo sguardo di Marino e Filippo dalla visione di antichi monumenti romani e edifici medievali e veneziani, dalla fitta trama di vicoli e centri storici abitata un tempo da un popolo di marinai in possesso di una cultura millenaria.

Oltre la trama del romanzo ci restano, a ben guardare, le vicende inquietanti del confine Orientale. Ricordo, per esempio, l'eccidio di Malga Porzus dove i partigiani non comunisti della brigata partigiana Osoppo, cattolici, diciassette tra cui una donna, furono uccisi dai partigiani italiani di una Brigata Garibaldi, perché accusati di "essere reazionari". Tra i fucilati Francesco De Gregori "Bolla", zio del cantante omonimo, e Giulio Pasolini "Ermes", fratello di PierPaolo. Si moriva davvero per poco allora in quei luoghi,

Il romanzo, e la presentazione del libro lo ha posto in luce con chiarezza, deve aiutare i giovani a ricordare episodi ad oggi completamente rimossi. Mauro Tonino ha il merito di rammentare con stile e sobrietà, eventi drammatici fino ad ora avvolti dall'oblio se non dalla reticenza delle forze politiche.

Rossa terra ci ricorda, nel nome, il colore della terra istriana, forte e resistente al trascorrere del tempo. Così come la cultura italiana, meglio veneto – italiana, non è mai svanita del tutto. Anzi, attualmente, lancia segnali incoraggianti di risveglio. La nostra lingua sta ritornando in auge nelle scuole e la nuova borghesia, croata e slovena, ambisce ad iscrivere i figli in queste scuole. Lentamente i Centri culturali italiani acquistano nuova linfa di interessi e protagonisti, italiani sloveni e croati assieme. Quelli che taceranno per sempre, purtroppo, saranno i vicoli, gli angiporti, privati del vocio allegro degli antichi abitanti, ora trasformati in strutture turistiche!