PALERMO

Le case vuote

e le mura sbrecciate

da guerre lontane,

chiedono solo

un cuore caldo

che le ascolti.

Roberto Ferro

Contributo a cura di Roberto Ferro

Per definizione la poesia non propone l'estemporaneità e la meraviglia di un attimo ("E' dei poeti il fin la meraviglia" ha affermato il Cavalier Marino): dilata, anzi, il tempo della lettura. Leggendo le poesie di Ivana Orlando ho scelto di lasciarle scivolare nell'animo.

Ho lasciato decantare le parole, i frammenti che compongono le sue poesie. Ho accettato di leggerle e sottoporle al setaccio del trascorrere dei giorni! "In quali parole e emozioni, confessabili e inconfessabili, mi imbatterò?" – questo il pensiero che mi ha indirizzato.

Il titolo, Le emozioni incustodite (Giulio Perrone Ed) può trarre in inganno. Donna Ivana Orlando poetessa, porge su un piatto d'argento un titolo ad effetto. Eppure, è intrigante leggere queste poesie che lasciano insoluto un dubbio: le emozioni sono meccanicamente esprimibili e circoscrivibili oppure nella vita domina l'aporia? "In quarantasei battiti metallici indosso l'aporia" non è una premessa ma la sintesi stessa della raccolta.

Sin dall'incipit, Sotto il burqa, il primo frammento suona sentenza apparentemente inappellabile: "Credenze – dogmi". Eppure, quale dichiarazione tagliente e netta ammette tante declinazioni e differenziazioni tanto da consentire lo scorrere di una poesia intera?

NEVICATA A VENEZIA


Dita multicolori e infuocate,

gialle, azzurre e bianche,

si adagiano lente sulla distesa

scura del Bacino di San Marco.