Bella era Rana e nello stagno stava

La sera con le stelle

Cantava la canzone

Cercava l'attenzione di un giovane ranocchio

Venuto da lontano col fascino da re.

Così cantava Rana

"Ti amo mio ranocchio

Guardami un pochino!"

"...ma non pensare a lui"

Dicevano le rane.

Ma a tutti è noto che

L'amore non ascolta

Ma solo i sogni vede.

Così arrivò quel giorno

Che una stupida ragazza, figlia di re,

Lo prese dallo stagno e gli baciò la bocca

E lui

Infedele e ingrato

In un principe umano si è trasformato

Lasciando Rana sola

E andando via da lei.

Marina Favata