La civettuola, eccola, che non molla dal far giocare
 
la sua indole asprigna contro la mia dolce indole.
 
Com'è slanciata nel suo muovere, col rametto di salice che le dà grazia,
 
ma nel muovere è più flessuosa con la duna di sabbia.
 
Quando persiste nel non darmi bardo, né inclina
 
al trepidare che unisce, persisto io nel voler unire.
 
E mi dico forse al disdegno seguirà almeno uno sguardo
 
e quanta mai verzura crebbe dopo lo sterile secco.
 
O tu che annullasti il mio sonno e il mio sangue versasti
 
che il nodo scorsoio stringesti dicendo “sì” alla mia morte.
 
Con il tuo raggiante occhio volutamente m'hai messo a morte
 
e non c'è nemmeno taglione per chi d'occhi uccide.
 
Ibn Hamdis
 
Poeta arabo di Sicilia X° secolo
 
Versione di Andrea Zanzotto