Contributo a cura di Roberto Ferro

Per definizione la poesia non propone l'estemporaneità e la meraviglia di un attimo ("E' dei poeti il fin la meraviglia" ha affermato il Cavalier Marino): dilata, anzi, il tempo della lettura. Leggendo le poesie di Ivana Orlando ho scelto di lasciarle scivolare nell'animo.

Ho lasciato decantare le parole, i frammenti che compongono le sue poesie. Ho accettato di leggerle e sottoporle al setaccio del trascorrere dei giorni! "In quali parole e emozioni, confessabili e inconfessabili, mi imbatterò?" – questo il pensiero che mi ha indirizzato.

Il titolo, Le emozioni incustodite (Giulio Perrone Ed) può trarre in inganno. Donna Ivana Orlando poetessa, porge su un piatto d'argento un titolo ad effetto. Eppure, è intrigante leggere queste poesie che lasciano insoluto un dubbio: le emozioni sono meccanicamente esprimibili e circoscrivibili oppure nella vita domina l'aporia? "In quarantasei battiti metallici indosso l'aporia" non è una premessa ma la sintesi stessa della raccolta.

Sin dall'incipit, Sotto il burqa, il primo frammento suona sentenza apparentemente inappellabile: "Credenze – dogmi". Eppure, quale dichiarazione tagliente e netta ammette tante declinazioni e differenziazioni tanto da consentire lo scorrere di una poesia intera?

E l'ultima Mi Sento Nuda Ancora Adesso (La verità dell'estro senno). Quale verità ultimativa "Mi sento nuda ancora adesso"! "Alla luce della tua morte nacque la mia Poesia" – segnala che morte e vita, detto e non detto, implicito ed esplicito, l'aporia del titolo appunto, rappresentano antipodi praticabili e per molti versi auspicabili in definitiva irrisolvibili.

Il corpo, femminile o dell'essere umano in generale, rappresenta la chiave di volta indispensabile per conoscere il mondo di Ivana Orlando. Nudità , concretamente e metaforicamente, anche la vergogna, sono emozioni importanti che la poetessa esprime con un pizzico di ritrosia, quasi gelosamente. La poetessa ha affrontato la nudità della propria Anima oppure, sempre possibile, tale nudità rimane sospesa tra corpo e spirito? "Prati audaci aizzano corpi" – sembra segnalare al lettore la tensione e il tremore della scoperta oppure, al contrario, una reazione istintiva alla valutazione fredda ed obiettiva del corpo.

Lo sguardo rappresenta la caratteristica fondamentale del rapporto con l'altro, persino con sé stessi. "Lo sguardo stropicciato", espressione splendida, si erge nell'azzurro mattutino. Scalza, raccolgo la mia pudicizia" di Ballo da sola, segna la profondità e nel contempo la ricerca di semplicità di Ivana Orlando. Sino al crudo e fulmineo "Lasciati denudare come prostituta nel suo postribolo", cruda rappresentazione della Poesia, traditrice quanto più la si desidera ardentemente (ma la poesia ha bisogno di un cuore freddo per sgorgare) e improvvisa, faticosa e dirompente nel suo comparire.

La poesia di Ivana Orlando, essenziale nella sua complessità frammentaria, frantuma quanto di più unitario possa esistere nell'essere umano, l'Ego. Noi esistiamo perché viviamo contemporaneamente con mente emozioni e corpo. L'Amore, l'eterno agognato sentimento motore del mondo, sembra dissolvere l'unità che ci rende differenti gli uni dagli altri. In Ego emblematica la conclusione "Morirai al tatto di un'Emozione (Amore)". La corazza della razionalità si spezza con l'affermarsi del donarsi amoroso e il verso coglie questo attimo magico.

Ego, assieme a Il silenzio dell'infanzia, rappresenta a mio avviso il cardine attorno a cui si dischiude la poesia di Ivana Orlando. Puntualizzando l'incanto della contrapposizione: "Lungo quel sentiero di ricordi, tra alberi di mandorle in fiore riconobbi quel pettine...Oltre la staccionata, accovacciata, uno scricciolo di donna strillante / il mio nome" Sì, l'infanzia mi chiama! A partire da un oggetto comune, il pettine, ecco comparire uno scricciolo, una graziosa piccola donna strillante. L'incanto del mio nome che giunge dalla lontananza del mio cuore, voce comune all'intera umanità ma che solo i poeti, spesso con fatica, sanno cogliere.

Lo stile, le parole fatte proprie da Ivana Orlando mi hanno interessato e incuriosito. Si tratta di componimenti brevi, che è possibile leggere con lo sguardo in un attimo, composti da un linguaggio apparentemente semplice e diretto eppure carico di significati ed emozioni. Questa scelta minimalista, così lontano dal poetare spesso dominante, contribuisca ad accrescere il fascino di questa raccolta poetica.