Contributo a cura di Roberto Ferro

Il buon giorno si vede dal mattino! L'antico detto popolare si è rivelato ben più che valido lunedì 10 febbraio presso la Cooperativa La Liberazione, Via Lomellina 14, Milano. La sala era gremita da spettatori di tutte le età, per un evento che ha visto Anna Spissu indirizzare con garbo il pubblico lungo percorsi (quasi) inesplorati.

Iniziare da Circe e Odisseo, da un racconto omerico denso di abbandono sensuale, richiamo alla realtà e nostalgia per la famiglia (la patria) lontane è un atto di sereno coraggio. Troppo facile sarebbe stato incamminarsi sulla via dell'eterno sentimentalismo amore – dolore. Pericolo che Anna Spissu ha evitato evocando nei presenti ricordi ed esperienze profondi. Nel parafrasare con Gustave Flaubert "Odisseo e Circe c'est moi!". Quante Circe e quanti Odisseo siamo stati od abbiamo incontrato nel corso della nostra vita? In quante occasione, innamorati e persi nel cuore dell'amato / a, realtà e nostalgia ci hanno chiamati alla realtà o fatti tentennare? Anche senza l'aiuto degli Dei dell'Olimpo.

L'amore è allora un incantesimo? L'amore attende Hermes per svanire a patto di non compiere azioni negative, oppure può durare l'intera esistenza? Quesiti probabilmente senza una risposta netta e definitiva ma che Anna Spissu espone con arte sottilmente ammaliatrice. La sua recitazione perfetta, la pozione magica degli Dei, ha attraversato l'episodio di Odisseo, simile ad un fiume che scorre lento e fluente eppure forte e carico di energia.

Una canzone di Gianni Morandi, Prima che tutto finisca, rivisitazione dell'esperienza amorosa di Odisseo, ha offerto al pubblico un ritmo allegro, una boccata di aria frizzante oltre l'apnea indotta dal racconto di Circe ed Odisseo.

La recitazione si è dipanata attorno all'esperienza di Odisseo presentando alcune splendide gemme: "Stanotte dopo l'amore ho sentito la voce di un falco trafiggermi la gola", "il suo corpo è un luogo splendente", "l'oceano del suo sesso (di Circe)". L'interpretazione di Anna Spissu plana dolcemente verso la complessità del rapporto intimo uomo donna, di ogni uomo e di ogni donna, senza mai perdersi nella materialità erotica, sfiorandola e quasi abbracciandola ma mai inglobandola nella banalità.

Si é trattato di un ritmo di esposizione tanto splendidamente sereno, tale da richiamare l'immagine di Eternità. "L'amore esercita una puntuale tensione verso l'eternità" – ha esclamato Anna Spissu. Una immortalità serena che contrasta con La velocità delle auto, l'insensata corsa dei mostri meccanici che divorano tempo e sentimenti. Non correre, non ti allontanare questo ribadisce Stand by me, Stammi vicino, di Ben King, "Stammi vicino / a, amami anche se il tuo abbandono è prossimo".

"Quando siamo innamorati ci sentiamo migliori" – ha affermato con amorevole abbandono la poetessa. In Migliaia di passi l'amore dilata lo spazio, lo avvicina o allontana, lo rende dimensione variabile sempre da costruire.

Protagonista silenziosa, vero convitata di pietra, si è imposta Anne Sexton, importante (e tormentata) poetessa americana, alcolizzata e drogata, personalità complessa, ed il suo amore infelice per lo psicoanalista Ollie Zweizung. La serata ha raggiunto il culmine quando Anna Spissu ha declamato, con filo di voce, la lirica profonda e disperata dedicata a Anne Sexton, Mio dolce costruttore. "Ollie Zweizung è rientrato nei ranghi della normalità familiare ma è scomparso nel nulla, Anne ha raggiunto l'eternità con le sue poesie d'amore!" – ha esclamato. Normalità e amore, annullamento e eternità: queste parole si sono intrecciate per l'intera serata.

La vena malinconica e ripiegata su sé stessa della Canzone dell'amore perduto di Fabrizio De André, ha colorato questa rievocazione tanto intensa di Anne Sexton.

Il poema ironico Se vuoi vivere in pace, presentato con sottile ironia, ha proposto l' opzione di non innamorarsi, "di non condividere il sonno con nessuno, perché la tenerezza é un'erba malandrina. "La ricetta è semplice"- ha esclamato argutamente Anna Spissu -"è l'essere umano che non lo é!"

Una frase di Giorgio Gaber ha concluso la serata: "E non so se sia il destino o il caso, ma in questi tempi così ostili e incerti, mi prende l'innocente e un po' ambizioso proposito di amarti. Perché senza due corpi e due pensieri differenti, il mondo finisce".

Le poesie lette sono state tratte da L'amore imperfettibile e da Lettere da Atlantide. La poetessa ha poi brevemente parlato del legame che esiste tra questi due libri e il suo ultimo romanzo, il fantasy Lowelly il Mago, spiegando che nonostante si tratti di tre libri autonomi, sente dentro di sé di aver scritto una specie di trilogia: perché mai avrebbe potuto scrivere queste poesie se prima, come persona, non avesse fatto il percorso di libertà che ha fatto l'eroe del suo fantasy. Misteriose strade della poesia.

Bio – bibliografia dell'autrice

Anna Spissu, malgrado la ritrosia a parlare di sé, è poetessa e narratrice nello stesso tempo. E' nata a Chiavari (di cui conserva splendidi ricordi) nel 1959 da padre originario di Arbatax. Ha pubblicato due romanzi, Il Pirata e il Condottiero (Ed Corbaccio, Liberodiscrivere ed) vincitore del premio Tular 2008 e finalista nel premio Casinò di Sanremo Libro del mare ed un romanzo di genere Fantasy e recente pubblicazione, Lowelly il Mago (Betelgeuse Ed).

Si è innamorata a prima vista della poesia a cinque anni e da allora non ha mai posto pause alla sua produzione. Anna Spissu ha all'attivo due raccolte, Il rumore del tuono (Manni Ed 2002) e L'Amore imperfettibile (Gammarò Ed, 2010) premiato con segnalazione d'onore al Premio Firenze e finalista al premio Mario Soldati.