CALICANTUS


Socchiudo il portone

ed immergo il corpo

nell'aria tersa e gelida

del pieno inverno.

Respiro coraggioso

e piccoli aghi

,profondi e improvvisi,

si piantano in gola

mentre l'orizzonte impone

,soli,

grigi condomini.

Una mano invisibile

sferza l'olfatto

,lo provoca quasi con un insulto,

scuote il torpore

dei sensi rassegnati al gelo.

"Miracolo!" – sospiro.

Il calicantus

,il piccolo grande miracolo

del giardino di nonna Ines

si é destato

,avanguardia di lontana primavera.

Minuscoli, insignificanti, fiori gialli – violetti

sono stesi ad asciugare

sui rami resi spogli dal gelo.

Petali invisibili

mi presentano il biglietto da visita

del nettare divino.

Quale sorpresa, cespuglio mio,,

tanto insignificante e verde d'estate

quanto soave e spoglio d'inverno.

Roberto Ferro