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Contributo a cura di Roberto Ferro

"Il canto è centrale a me stessa, al di là delle scene e del successo". Intervistare Annalisa Martinisi ha significato per me approcciare, con sorpresa e riconoscenza, l'universo artistico, umano e professionale di questa giovane cantante napoletana. Un percorso ed una proposta atipici, non cantante in napoletano alla pari di altri grandi quali Teresa De Sio, Pino Daniele e Nino D'Angelo, per citarne solo alcuni,

ma originali ed internazionali ad un tempo.

Che relazione hai intrattenuto sin dall'infanzia con la musica?

"Ho sempre ascoltato musica, fin da bambina" -esclama Annalisa con allegria e semplicità -" Ho respirato canzoni piuttosto che aria.. Non so come e quando ho scoperto la mia passione. So solo che sono cresciuta con lei, la musica. Adoro trascorrere le mie giornate con un sottofondo musicale che è quello della radio, di uno dei miei cd o la mia stessa voce. In una delle mie giornate trascorse in uno studio di registrazione, ricordo, provai a cantare un pezzo che non era il mio e poi da lì non ho più smesso".

Per quanto riguarda la musica, Quale è il tuo punto d'avvio?

"Credo alle radici musicali! Sono un punto di partenza importantissimo da cui poter elaborare una propria musica" – replica con immediatezza -" La mia radice musicale è la canzone napoletana che ho ascoltata da ragazzina in famiglia, con i miei genitori, e lo faccio tutt'ora ma con un"attenzione diversa, più profonda e più consapevole. La canzone napoletana a cui sono legata l'ho interiorizzata a tal punto da rielaborarla in modo personale, un modo, direi, che mi caratterizza e mostra tutto quello che sento quando mi esibisco. La sua personalità, la sua poesia, il suo tormento e la sua felicità".

Come è nato il connubio tra la canzone napoletana e la lingua francese?

"Fu un caso, probabilmente dovuto allo studio. Un giorno provai a tradurre una canzone inedita napoletana in francese, era l'ultimo anno delle superiori". (Resterà probabilmente inevasa una domanda: Annalisa era una ragazza studiosa oppure ribelle, oppure una ribelle studiosa?) "L'idea piacque a tal punto che ci riprovai, questa volta con le intoccabili canzoni napoletane. Ed ecco che la Maruzzella che tutti conoscevano nel più classico dei modi era diventata una nuova Maruzzella, la mia. Ti dirò che a volte penso che sia un mio brano. Magari..."

Come si è sviluppato questo rapporto tra canzone napoletana e esperienza di chanconnier francese?

"Dopo un po' di tentativi, di sconfitte ma anche di piccole conquiste, è nato Anime in viaggio. Una rivisitazione dei classici napoletani in lingua francese". Già dal titolo un intento programmatico.

Come descrivi lo sfondo esperenziale del disco?

"Mi sono immaginata in una delle passeggiate lungo la Senna e ho pensato al mondo napoletano con le sue sciantose, con i suoi guaglione, con le sue donne" – Annalisa sorride divertita – "Reginella e Maruzzella, trasportato nel mondo francese. L'atmosfera dei café chantant, la poesia degli chansonnier invadono la musica napoletana".

Inconsueto il rapporto tra lingua napoletana e quella francese...

"Ho studiato lingue, è vero. Ho frequentato l'università e poi la vita e la musica mi hanno aiutato ad affinare lo studio".

Esiste nel tuo cd una qualche reminiscenza di fado?

"C'è una canzone in Anime in viaggio, vol 2, che richiama il fado, così simile nel canto alla melodia napoletana. E' Passione, un pezzo a cui sono particolarmente legata".

In quale misura la tua esperienza artistica in quale misura appare frutto di contaminazione?

"La musica è contaminazione, è rielaborazione, è universale e individuale" – si sofferma pensierosa Annalisa- "Non so dire perché io sia arrivata a fare questa musica. So solo dire che per me è stato un percorso naturale la cui maturazione è avvenuta attraverso la meravigliosa esperienza di Anime in viaggio".

Quali emozioni avverti nei confronti delle tue composizioni?

"Avverto uno stupore iniziale, una meraviglia di fronte a qualcosa che non ci si aspetta e poi, per fortuna, tanto affetto nei confronti di un lavoro fatto con la passione di un adulto e la felicità di una bimba".

Quali progetti hai a breve?

"Anticipavo poco fa! – esclama -"Anime in viaggio Vol 2. Un lavoro svolto con una consapevolezza maggiore.. Per questo secondo album devo assolutamente ringraziare la collaborazione di notevoli artisti che hanno deciso di farne parte. Qualche nome: Olea Cesari al violino, Dario Deidda al basso, Pietro Condorelli – Adriano Guarino – Paolo Del Vecchio – Claudio Romano alle chitarre, Alberto D'Anna alla batteria, Tony Cercola e Ciccio Merolla alle percussioni, Joe Amoruso al pianoforte, Sasà Piedepalumbo alla fisarmonica e Michele Carrabba al sax".

Un gruppo di artisti che pone in risalto le mille sfaccettature della proposta musicale di Annalisa Martinisi sin dalla scelta di strumenti musicali insoliti per la tradizione napoletana: violino, fisarmonica e sax.