Contributo a cura di Roberto Ferro

L'intervista a Alessandra Belcapo ha rappresentato una piccola sfida. Emergono dalle sue parole, in un modo o nell'altro, la quotidianità, la vita fortemente radicata in una città d'arte, Orivieto, al confine tra Umbria e Lazio, paesaggio severo, storia, arte e una donna dai mille interessi, i saliscendi di una vita.

L'intera vita di Alessandra si é dipanata in questa cittadina, secondaria solo per quanto riguarda il turismo di massa che privilegia Roma, Firenze e Siena. Malgrado questa apparente sedentarietà, mi ha trasmesso libertà di opinioni, schiettezza, passione per il bello da rendere poesia, la poesia della quotidianità, la sia vita.

Che significato ha avuto nascere e vivere ad Orvieto, città relativamente piccola anche se ricca d'arte e di storia?

"Sicuramente, nascere e vivere in una città come Orvieto ha i suoi pregi perché inevitabilmente ti educhi all'arte, al bello, alla cultura. Tutto ciò lo respiri e diventa parte di te, quasi senza accorgertene. Poi i pregi della piccola città, specie per la sua conformazione che la rendono limitata e il fatto di conoscerci e quindi la mutualità e la solidarietà sono di casa. Aggiungerei lo stile e la qualità di vita, molto spesso slow, ma piena di odori, colori e sapori dimenticati nelle metropoli. Di contro ci sono le limitate possibilità di occasioni, di lavoro, principalmente, ma anche svago, ma vorrà dire che è una bella spinta per uscire da questo tufo che ti avvolge e ti impigrisce".

Sulla tua pagina face book campeggia un motto: "Perché nessuno possa dimenticare che non si è mai lontani abbastanza per trovarsi". La lontananza (materiale e psicologica) è dunque una dimensione importante della tua vita?

"La lontananza che soffro maggiormente è la lontananza di mente e di cuore, ma quella fisica, se esistono le prime due. Comunque "non si è mai abbastanza lontani per trovarsi" vuol dire anche cercare di risolvere i problemi che generano lontananze, problemi che difficilmente si possono non colmare".

Le poche immagini che hai diffuso mostrano una splendida ragazza assieme alle amiche ed i problemi di crescita di tutti gli adolescenti. Vorresti descrivere qualche aspetto della tua adolescenza e giovinezza?

"Ho trascorso una adolescenza abbastanza serena, tranquilla e con tanti affetti familiari. Avrei voluto avere maggiore consapevolezza di ciò che vivevo per poterne godere appieno. In ogni caso adolescenza e giovinezza sono state attraversate da un fil rouge che è l'amore per un ragazzo, ormai uomo, che è stato l'amore grande della mia vita, che mi ha forgiata nel bene e nel male e che avrà sempre un posto di rilievo nel mio cuore".

Come hai conosciuto alcune tra le donne più affascinanti d'Italia (per esempio, Laura Aprile)? Possiedi un savoire faire un po' ruvido ma sincero e diretto...

"Laura Aprile non la conosco personalmente: apprezzo molte sue opere, ci si commenta, ci si scrive e ci si risponde esattamente alla stessa stregua di tanti altri "amici di facebook", noti o meno noti. La ruvidezza del mio carattere non è una maschera magari contro la timidezza, ma sono esattamente così, vado al nocciolo delle questioni, con estrema trasparenza e sincerità. E' il lato del carattere che fa allontanare da me falsi, ipocriti e millantatori che temono di essere scoperti e mi restituisce persone "vere"...Il savoire faire ruvido è comunque la mia forza e il mio connotato principale su cui poggia un carattere piuttosto articolato.."

Sei attenta alla Natura (ho ammirato tue splendide immagini di Orvieto avvolta nella nebbia, per esempio) come se tu desiderassi / avessi sempre desiderato scoprire uno strumento di mediazione con la realtà...

"E' verissimo, io medio la realtà. Lo faccio principalmente con la fotografia cercando di cogliere nella natura il bello che ha da darci, anche nelle intemperie. Oppure scrivendo: sono appunti personali, storie della mia vita ma che restituiscono a ciò che vivo un'angolatura sempre migliore. ..E' come alleggerire il vissuto da ciò che non ci piace esaltandone le parti migliori".

Dimostri una vera e propria passione per le citazioni filosofiche esistenzialiste Una scelta intellettuale oppure..esistenziale?

"Sicuramente molto più esistenziale che intellettuale. Non mi piace esibire quel poco o tanto di cose che so, ma ciò che scrivo, le citazioni che posto anche su facebook, sono concetti che sento miei, che fanno parte della mia mentalità, del mio modo di vivere e che vengono dal cuore".

Cosa significa per te, donna intellettualmente attiva e curiosa, vivere ad Orvieto?

"Credo chiaramente che se fossi vissuta in città grandi in questo momento che ho perso il lavoro mi sarei potuta e saputa "riciclare" in maniera migliore e con risultati più pregnanti. Detto questo, Orvieto è culturalmente e socialmente parlando molto attiva, piena di associazioni di genere diverso ed è tramite l'associazionismo che cerco di sviluppare la mia spiritualità, il donare me stessa agli altri più sfortunati, facendo parte attiva sia nella politica di alcune di queste associazioni, sia con progetti da portare avanti, sia ancora lavorando fattivamente in prima persona. Le curiosità, poi, se non trovano modo di essere esaudite qui, beh, basta prendere un treno e in un'ora c'è Roma che dà risposte precise ad ognuna di esse".

Progetti

"Non parlo mai dei progetti che faccio, intanto perché sono una estemporanea, poi perché preferisco annunciarli quando stanno per decollare ed infine fare progetti in tempi oggettivamente molto difficili non è semplice. Posso dire che sto facendo ogni sforzo perché senza lavoro non riesco a sentirmi realizzata, economicamente parlando e non solo. C'è però in vista un viaggio, un viaggio un po' particolare con una finalità..benefica".

Chi non desidererebbe, alla conclusione dell'intervista, visitare Orvieto, scoprire Luca Signorelli ispiratore del Giudizio Universale di Michelangelo, le necropoli etrusche, a fianco di Alessandra Belcapo?