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Contributo a cura di Roberto Ferro

Brunella mi incontra una mattina di marzo alla conclusione di una impegnativa giornata di canto e prove. Malgrado la stanchezza, avverto la sua disponibilità, riconosco gli occhi verdi e i capelli biondi, il sorriso accattivante. Inizia a raccontare, rispondendo alle domande, con la voce roca e calda che l'ha resa famosa nel mondo della canzone.

Hai iniziato presto a cantare?

"Per la verità" – mi racconta Brunella sorridendo – "ho iniziato appena nata...e da allora non ho smesso. Sono nata a Vaprio d'Adda, sono un po' bergamasca ed un po' romagnola, e gli adulti si complimentavano per quella che definivano "la mia bella voce". Nel 1984, dopo le solite esibizioni a scuola, il grande passo. Ho superato brillantemente la selezione per entrare nel Coro delle Voci Bianche della Scala... ma non mi convocavano mai... Trascorso un anno di snervante attesa mia madre, carattere forte e deciso, andò a protestare dal Direttore ed allora..con mille scuse, mi hanno richiamato ("scusateci"), non prima di una ulteriore prova. Nel frattempo,in quel periodo, non mi ero affatto riguardata ed esercitata e all'audizione... che consisteva in un vocalizzo...ero completamente afona".

Che situazione hai incontrato alla scuola di canto della Scala?

"L'ambiente era alienante ed estremamente competitivo, con orari assurdi" – prosegue Brunella – "Prendevo la metropolitana la sera tardi nel tratto tra Precotto e Duomo. Da sola, uscita dalla scuola elementare, Galleria, giro sulle balle del toro e Scala,e questo per anni. Eravamo soggetti a selezione durissima, gli insegnanti molto rigidi, tanto è vero che da ottanta siamo rimasti, alla fin fine, in quaranta. Curiosamente, con poca attenzione o professionalità o differenti interpretazioni delle mie capacità, mentre alla Scala ero contralto successivamente, al Conservatorio, soprano drammatico ". Ben poco, solo la voce e la forza di volontà, indicava i futuri successi musicali.

Successivamente cosa si è verificato?

"Dopo tre anni alla Scala ho mollato e superato la prova di ammissione al Conservatorio di Milano. Con risultati mediocri! Ti ho già detto del cambiamento nel ruolo vocale. Era Direttore Marcello Abbado, fratello di Claudio, tradizionalista e poco propenso alla comprensione. La musica, invece, cresceva dentro di me allegra, un po' ribelle. Strimpellavo a tempo perso al pianoforte ritmi ragtime e sono stata redarguita. Risultato? Voti decisamente bassi e un forte scontento verso quel modo di conoscere e vivere la musica. Soprattutto, e molto più grave, si è sviluppata una atrofia alle corde vocali che, fortunatamente, il maestro Nino Tagliareni ha "salvata" ricorrendo alla tecnica musicale monteverdiana".

Nel 1999 hai conosciuto Ezio Guaitamacchi, giornalista, scrittore, musicista country e amante della Beat Generation americana.

"Ezio è stato decisivo, conosciuto nel 1999, come persona innanzitutto e, nello stesso tempo, come artista e musicista! La musica degli anno '60 e '70, le esperienze culturali e politiche che vi erano legate, tutto si è svelato in poco tempo." – i ricordi di Brunella scorrono rapidi -" Per me abituata alla Scala ed al Conservatorio, all'ascolto dei dischi, è stata una folgorazione. Sì, la mia voce è divenuta un valore aggiunto! Ezio mi ha fatto conoscere Jony Mitchell, amore a prima vista, musica colta. Nel 2004 ci siamo recati negli Stati Uniti, sulla West Coast, ed a San Francisco ho incontrato molti dei protagonisti della Beat Generation..Avrei potuto benissimo stabilirmi lì e dal punto di vista musicale mi sarei certamente affermata".

Come hai conosciuto Ezio Gaitamacchi?

"Ezio ha sempre lavorato in campo giornalistico, tiene ancora oggi corsi di giornalismo presso il CPM (Centro Professionale Musicale diretto da Franco Mussida). In quel periodo aveva pubblicato Figli dei fiori di Satana, che parlava di Charles Manson e della sua banda di fanatici assassini. Così mi ha fatto una proposta difficile, provocatoria e stimolante ad un tempo: "Tu canti, io suono, e presentiamo il libro in forma musicale". Proprio così come ho conosciuto Brunella per Psycho Killer non molto tempo fa.

Mi descrivi il tuo stile musicale? Certo, la tua è musica d'autore. Con che genere musicale hai iniziato ed ora come ti definisci?

"La musica classica, innanzitutto. E poi il soul R & B, la Black Music, il Rock e tutto ciò che fa vibrare le corde della mia anima". Più sintetica ed efficace di così! "Le corde della mia anima" – una splendida definizione della musica.

Torniamo alla tua vicenda artistica..

"Dopo essermi esibita in molti locali del Nord Italia, con Ezio ho partecipato a centinaia di spettacoli, presentazioni letterarie. Soprattutto mi sono esibita con Paola Turci e Andrea Mirò, artisti di grande professionalità ed umanità, Serena Autieri, Massimo Bubola, Alberto Fortis, Folco Orselli, Massimo Priviero, Boris Savoldelli, Fabio Treves, Eugenio Finardi, Daniele Tenca, Ricky Gianco, Tommaso Ceresuolo dei Perturbazione, per ricordare i musicisti italiani".

E poi, quali altri artisti hai incontrato?

Certo, la voce splendida, graffiante e inconfondibile di Brunella e la presenza di Ezio sul palco – difficile svolgere il ruolo di di apertura della serata – hanno consentito a Brunella di dare avvio a concerti di livello internazionale: Noa, Jefferson Starship, Tuck& Patti, Big Brother & Holding, Mick Teylor, Antonella Ruggero.. "Patti. Abbracciandomi, ha insistito per farmi cantare con lei accompagnata dal marito Tuck ma dopo una strofa non me la sono sentita di andare avanti a causa dell'emozione". Quante cantanti italiane, ho pensato tra me e me, possono vantare una esperienza tanto variegata e significativa?

Quando ti esibisci che emozioni avverti?

"Fondamentalmente sono timida" – esclama sorridendo Brunella – ""e mentre canto non guardo mai la gente. Fisso un punto lontano e mi concentro. Anzi, in occasione degli acuti o delle tonalità più elevate, rivolgo lo sguardo a terra mentre molti altri artisti guardano in alto (Sined O'Connor, addirittura, chiude gli occhi mentre canta). Quando mi esibisco emerge la parte di me più profonda, intima ed emotiva... Supero con un balzo tutte le difficoltà incontrate per far conoscere questo dono meraviglioso, la mia voce. Mi espongo donna sensibile, cantante, con aspettative ben precise".

Quali progetti nutri per il futuro?

"Vorrei incidere un disco ed ho anche composto delle canzoni. Solo che è difficile perché in Italia il mercato discografico è asfittico, le major si interessano solo ad un certo tipo di artisti e valorizzano l'audience. Ma non si può mai sapere! Collaboro con Gianni Resta che recentemente ha presentato il suo ultimo album, Discorocksupersexypowerfunkybil e mi esibisco con The blueband.ita, venti elementi diretti da Gilberto Tarocco".