https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=5vX-hzFBltY

Contributo a cura di Roberto Ferro

Incontro Frida Neri, cantautrice forlivese ben conosciuta negli ambienti della musica d'autore italiana e vincitrice del concorso Augusto Dall'Oglio 2010.

Quando hai avvertito questo grande interesse nei confronti della musica?

"Fin da piccola giocavo a fare la cantante" – risponde Frida sorridendo -" Intorno ai sei anni recitai la prima poesia, intorno ai sette – otto anni cantai la prima canzone.

Poi, crescendo, attraverso varie fasi di maturazione, ho raggiunto il traguardo di un rito personale e privato".

Da quanto tempo ti esibisci?

"Suono dal vivo ormai da oltre dieci anni, ma il cammino è così lungo da spingermi a percepire le esibizioni sempre differentemente le une dalle altre".

Cosa ti ha spinto, come hai dichiarato in una intervista del 2010, a passare dai generi musicali pop, rock e grunge a quello attuale?

"Ho viaggiato molto a causa delle molte anime che mi abitano" -afferma Frida pensierosa. Un filo rosso (invisibile) sembra unire generi in apparenza tanto dissimili, confronti con un mondo votato esclusivamente al possesso. Il grunge è l'anima che vuole almeno sentire di stare morendo! Il fado è il canto dell'uomo che ancora vede e sente il mistero dell'esistenza, la legge del fato. C'è, in comune, quella che Pasolini chiamerebbe disperata vitalità. L'arte è un potente strumento alchemico che trasforma dolore in bellezza".

Perché hai scelto il fado, un genere musicale pressoché sconosciuto in Italia?

"Non l'ho scelto, né lui che ha scelto me grazie alla voce maestosa di Dulce Pontes in grado di associare il registro leggero al lirico. E cantarlo mi ha rigenerata: voce, vita e orizzonte di riferimento!"

Come si è verificato il passaggio dall'inglese ai testi in italiano?

"Si è verificata in me come una riscoperta, un ritorno alle origini. Un piccolo rito di ritorno. Dietro una lingua c'è un mondo di senso che ne regge i significati" -afferma decisa Frida – "Ho ritrovato questo mondo! Negli ultimi tempi, tuttavia, mi ha rapita una lingua vicina al latino, arcaica. Non avrò per caso sbagliato secolo?"

Che rapporto hai con il pubblico nel corso dei concerti?

"Mi piace raccontare, talvolta tacere, talaltra trascinare. In altre occasioni mi isolo! Dipende dal luogo, dal contesto e da quello che sto cantando" – Frida sembra recuperare con la memoria i molti concerti eseguiti -"Il mio stato d'animo è importante. Ma il pubblico, l'assoluto altro, c'è sempre. Anche quando ad occhi chiusi canto la solitudine".

Mi descrivi in breve il retroterra musicale e culturale, l'artista insomma come si è formata?

Per quanto riguarda i cantanti ricordo i Pearl Jam, Ivan Graziani, Dulce Pontes, Billie Holliday, Aretha Franklin, Etta James, Amalia Rodrigues. Per quanto riguarda la filosofia e le letture impegnate Carl Gustav Jung e James Hillman". Sicuramente, verrebbe da dirsi, Frida è giovane di anni ma possiede una cultura alle spalle. Forse né proprio questa cultura a consentirle di pervenire all'essenzialità.

Hai dei progetti in cantiere?

"Lo scorso agosto è andata in scena l'anteprima del mio nuovo spettacolo Alma (http://www.youtube.com/watch?y=DCgtZSA-ye-s). Si tratta di un racconto su vari livelli: dalla musica alla danza, alla poesia. Si tratta della ricerca dell'anima mundi, retrostante le mille differenze. Un rito, un incantesimo, un viaggio. Seguirà tra breve la realizzazione del prossimo album che porterà lo stesso nome. E poi mi dedicherò al fado, alla musica greca e a quella napoletana...al gregoriano...C'è tutto un mondo da scoprire!"