Contributo a Cura di Roberto Ferro

Marcello Forlani è valido compositore e musicista talentuoso. L'uscita del primo singolo rappresenta sicuramente una occasione preziosa per approfondire la sua conoscenza.

Mi descrivi in breve il tuo percorso con la musica?
In realtà, descrivere tutto quello che è successo guardandomi indietro non è poi così semplice. Solo e con la mia chitarra, più o meno all'età di vent'anni, lasciando la mia famiglia sono partito per Bologna per provare a rincorrere un sogno. E' a Bologna che ho iniziato attraverso i live a fare "gavetta". Sono state

esperienze belle e determinanti: sono entrato davvero nel vivo della musica, suonando, conoscendo e interagendo con musicisti davvero di livello, vivendo così il cantautorato bolognese. Ma è a Milano che ho potuto davvero mettere in pratica il tutto ed inseguire la strada del pop.

Per quale ragione i Beatles ti hanno influenzato così profondamente?
Può sembrare scontato o comunque "già sentito"..ma credo davvero che questa influenza derivi dalle mura domestiche. Quella dei Beatles è la musica che ascoltavano i miei genitori e sono le prime note che da solo sono riuscito a suonare al pianoforte mentre cercavo di cantare...La passione per i Beatles e John Lennon è probabilmente qualcosa che porterò con me sempre.

La tua musica si è ispirata ad altri musicisti oltre che ai Beatles?
I Beatles sono il mio primo grande amore, ma come dai Beatles sono nati nati nomi della musica inglese dell'ultimo ventennio, anche nelle mie orecchie gli stessi hanno catturato la mia attenzione. Posso senza dubbio dire che le mie canzoni sono sicuramente influenzate dalla musica di oltremanica, soprattutto nella stesura dei brani...Ma in realtà, per quel che mi riguarda, più che di influenza penso sia corretto parlare di atmosfera e di approccio alla scrittura, perché è proprio questa l'eredità più grande che mi ha lasciato l'ascolto e la passione per quel genere musicale. Questo bagaglio dii sensazioni e sonorità diventa così il comune denominatore di tutte le canzoni che scrivo, a volte più percepibile a volte meno.

"Domani non è più qui" è influenzato dal pop melodico e..
Di tutte le canzoni che ho scritto "Domani non è più qui" è forse quella più vicina al genere musicale "italiano"...è una ballad, una canzone d'amore, una canzone pop nel vero senso del termine, scritta e composta per arrivare all'anima di tutte le persone, di ogni età e gusti musicali. Come sempre nelle mie canzoni, la vera influenza è dettata dagli intenti, ovvero dal desiderio di colpire, anche se solo per pochi istanti, l'anima delle persone, il desiderio di far sì che ogni persona faccia sua e a suo modo una mia canzone.

https://youtu.be/tBogTEfgwKU

Si è rivelato difficile comporre "Domani non è più qui" in bilico tra pop e melodico? Comporre in italiano questi testi è sempre un po' complicato...
In realtà, questa è una delle canzoni scritte di getto, dove la stesura del brano ed il testo vengono fuori quasi contemporaneamente.
Ovviamente non sempre così. L'italiano, sicuramente, è una lingua che non facilita la scrittura, soprattutto in generi come il mio, dove la necessità che tutto sia il più fluido e veloce possibile è fondamentale. Poi però ti accorgi di avere la possibilità di comunicare qualcosa con una semplice canzone, ed è proprio questo il motivo per il quale alla fine adoro scrivere in italiano.
La stessa "Domani non è più qui" ha nel suo sottotesto il suo vero significato, ovvero il cattivo utilizzo che tutti quanti noi, spesso e volentieri, facciamo del Tempo. Al giorno d'oggi si tende a vedere il tempo come un nemico e non come un alleato, c'è la forte tendenza a rimandare decisioni e non a prenderne...insomma, c'è tempo per tutto, ma la verità è che non sempre è così. A volte aspettando troppo si perdono occasioni irripetibili..che possono capitare anche solo una volta nella vita, e ovviamente non parlo solo d'amore...

La band attuale ha una duplice polarità: forte presenza delle chitarre e drumm..
Sicuramente dalle chitarre elettriche ed acustiche arrivano le sonorità che più contraddistinguono le mie canzoni...e la forte presenza di dinamica anglosassone fa sì che le canzoni possano essere percepite al meglio nei live..anche da chi non le ha mai ascoltate.

Mi ha interessato la tua capacità di creare al live di presentazione un clima familiare...Anche un po' trasgressivo l'aver presentato la band all'inizio.
Quando ti trovi su un palco a cantare e proporre la tua musica, il primo desiderio che hai è quello di essere ascoltato e seguito, con occhi e orecchie. Quindi creare un'atmosfera intima a volte può aiutare.
Presentare la band all'inizio del concerto è una cosa che faccio spesso..fondamentalmente perché ho sempre odiato le presentazioni e i ringraziamenti vari prima dell'ultimo brano in scaletta...Presentare la band è come presentare una squadra prima che entri in campo, è anche il desiderio di far capire a chi è di fronte a te quanto conti chi è al tuo fianco sul palco.

Mi racconti come hai creato il videoclip, l'originalità della pattinatrice sul ghiaccio. Bravissime la pattinatrice e Ro Berta.
Beh, per quello che riguarda il videoclip, mi sono limitato ad ascoltare la meravigliosa proposta creativa del regista Jacopo Sarno che, aiutato dallo staff Cloverthree, ha ideato e messo in essere un videoclip meraviglioso, perfetto per questa canzone, in grado di fare emergere proprio quel sottotesto di cui parlavo in precedenza.

Quando ti esibisci come percepisci il pubblico?
Dipende dal pubblico, dipende dal locale, dalla situazione..insomma da tanti fattori. Da cantautore, però, ti dico che quello che più mi interessa è cosa il pubblico percepisce di me e delle mie canzoni.

Progetti e avventure musicali
Per un paio di mesi lavoreremo alla promozione di "Domani non è più qui", poi a giugno ci sarà l'uscita del secondo singolo, praticamente già pronto...E poi l'avventura continuerà con l'obiettivo di far uscire quanto prima il mio primo disco. Penso profondamente che questo sia il mio tempo..il mio momento.