Contributo a cura di Roberto Ferro

Paolo Farina, uno dei pochi musicisti che si impegnano nell'attività sociale senza fare sfoggio di politichese e conferenze stampa, preferisce far parlare le sue canzoni, belle ed emozionanti, a tratti divertenti.

Paolo Farina è già attivo musicalmente negli anni '70 nell'ambito della controcultura ma anche nel campo della discografia ufficiale, per esempio è autore del testo del brano "Al mancato compleanno di una farfalla" contenuto nell'album MAXOPHONE del gruppo prog omonimo uscito nel '75 e continuamente ristampato e distribuito in tutto il mondo fino ad oggi. Il disco si avvaleva della produzione di Alessandro Colombini, considerato il "produttore musicale" italiano per eccellenza.

Youtube Vallone Le montagne sono alte

 

Ha fatto seguito, dagli anni '80 al 2000, un periodo di riflessione nell'attività musicale, o, meglio, una "quiete operosa" trascorsa insegnando presso una scuola media di frontiera (nel senso sociale e culturale) in una cittadina dell'hinterland milanese.

E' un musicista che raccoglie ed elabora stimoli culturali e musicali di differente origine ed epoca.

Pur continuando ad insegnare, ad iniziare dal 2000 prende avvio il progetto etno – dialettale "Etnoritnmo" con tre incisioni ("Sitanafri", 2002, "Tondomondo", 2008, "Dall'acustico all'elettrico", 2011) con qualificate collaborazioni nell'ambito della musica etno – popolare e della canzone d'autore, soprattutto pugliese (Matteo Salvatore, Enzo Del Re, Tonino Zurlo, Enrico Capuano, Radiodervish). .

Successivamente, Farina ritorna al suo vecchio amore, la musica progressiva, realizzando l'album "Fiori Frutti Farfalle" (2014).

L'ultimo progetto in ordine di tempo, "Vallone" (2015), pone in luce il legame invisibile eppure tenace che lega Paolo Farina a Raf (Raffaele) Vallone. Raf Vallone, è uno dei protagonisti della cultura e dello spettacolo italiani del secondo dopoguerra: calciatore del Torino negli anni '40, avvocato, giornalista, partigiano e, soprattutto, attore. Lo ricordiamo in "Riso Amaro"di Giuseppe De Santis, "Cuori senza Frontiere" di Luigi Zampa, "La Ciociara" di Vittorio De sica e "Uno Sguardo dal Ponte" di Sidney Lumet.

Il solido legame tra la figura (ormai entrata nella leggenda) di Raf Vallone e Paolo Farina si caratterizza per alcuni capisaldi: entrambi figli della prima immigrazione dal Sud, l'ampia cultura raffinata e priva di snobismo, una spiccata attenzione per la sorte degli oppressi e degli umili. Sia pure in ambiti artistici differenti, entrambi condividono una "vita poetica"!

Il disco "Multiversi" (2015) attinge dal cantautorato italiano a partire dai primi anni '70 per raggiungere i nostri giorni, visita il rock blues e si conclude con le inconsuete ritmiche in levare del brano di chiusura. Al primo ascolto le canzoni sembrano apparentemente facili, nei testi e nelle musiche dei 10 brani tutti composti dallo stesso Farina e nell'arrangiamento musicale al quale hanno contribuito numerosi musicisti di valore. I ripetuti ascolti consentono di apprezzarne la trama musicale, i testi tutti bellissimi e delicati e l'ambientazione culturale.

"Le Montagne Sono Alte", il brano d'esordio, rappresenta una meditazione affatto melodica relativa alla vita sociale contemporanea. Una ritmica forte e gradevole accompagna un testo che parla di immigrazione, religione e conflitti tra culture diverse "Sono partiti da lontano... per valigia tradizioni il soffio del vento dell'Est...fuori da vecchie frontiere...lontano dalla fame nera"..

"Giulia Giura" si intrattiene sul rapporto tra amori ed oroscopo, tra difficoltà e intimità"Tra un po' lo sai / il pianeta Giove /l'opposizione / ti toglierà mentre Saturno / è in posizione neutra.../Hai resistito / agli urti della vita /povero amore / al tuo dolore...."

"Polo Nord" è la storia di un naufragio (reale e metaforico nello stesso tempo). La tempesta, il disastro ... e la sopravvivenza di un uomo solo in una landa desolata. Eppure altri è sopravvissuto, nulla è perso definitivamente: "C'imbarcammo a primavera senza armi né bandiera / e la nave era diretta a nord / sembrava quasi una crociera.." Potremo imbatterci nella solitudine esistenziale al "Polo Nord" tanto quanto nelle nostre città – questo il messaggio di Paolo Farina.

"Quando saremo" - il brano di chiusura – ci riporta con un ritmo ironico quasi da music hall, alle fatiche della vita quotidiana "Bisogna lavorare / e si fa presto sera a casa siamo in tre / la tele io e te ma non ho voglia di parlare stasera".