Contributo a cura di Roberto Ferro

Dellino Farmer (un nome programmatico) è un rapper sui generis, lucido nella descrizione della propria musica. E' un artista impegnato e dialogante con il pubblico, simpatico, musicista talentuoso efficace nella narrazione.

I "Pitura Freska" hanno composto in veneziano, van der Sfroos in lumbard, altri rapper in romanesco. Quale motivazione ti ha indotto a comporre in bresciano?
Ho cominciato a "sporcarmi le mani" componendo testi nel mio dialetto o meglio "lingua lombarda", per una serie di piccole motivazioni. Per curiosità, per esperimento, per provocazione, per amor patrio e per

amore per la musica di nicchia in generale. Ho scritto "sporcarmi le mani" perché spesso chi compone nella propria lingua locale (principalmente al nord) sa che sarà quasi sicuramente confinato al proprio territorio, con poche e nulle possibilità di esportare i propri lavori all"estero" (tipo in un'altra regione o provincia).

Quando hai deciso di fare tuo il rap? Si è trattato di amore a prima vista?
Io scrivo testi di canzoni, filastrocche, poesie in rima da quando ho 11 anni, quindi in pratica da circa vent'anni. Beh, come solo i bambini possono appassionarsi, direi che è stato amore a prima vista.

Come è nata l'idea del "BioRap"? Esistono altri rapper con la medesima impostazione?
"BiRap" nasce dalla mia impostazione agro – ambientalista e dalla mia passione riguardante la natura e i temi ambientali in genere. Questo disco infatti nasce anche così, fra canzoni che parlano di cementificazione e bulimia di centri commerciali sul mio territorio. (Al mostro de ciment), altre che parlano di come i dialetti lentamente stiano sparendo (Come i Panda), un'altra che parla di come il clima ci condizioni la vita (Gli strani effetti del clima) e puri sfoghi rap come in (BioParco) uno dei pochi brani in italiano del disco.

Il Rap è nato negli Stati Uniti nei quartieri più degradati di Detroit e New York e si è connotato per uno specifico dissacratorio modo di cantare e suonare. Come si accorda con il "BioRap"?
Il Rap nasce come genere di protesta sociale negli anni '70 – '80 nelle grandi metropoli statunitensi, poi col tempo il genere cambia e "degenera" in nuove bizzarre forme, "Gangsta Rap", "Dirty South" e recentemente "Trap" in cui l'opulenza e la ricchezza più pacchiana la fanno da padrone. Spesso anche in Italia (che importa musica dall'estero ormai da 40 anni) queste nuove forme sono state importate, imitate, emulate, riprodotte. Io ho semplicemente cercato di "rivisitare" il genere in chiave più bucolica o "rustica" diciamo.. Ho provato a rivedere gli argomenti, gli atteggiamenti e le modalità di esecuzione, ripulendo il genere da tutti i soliti stereotipi: pistole, battone, quartieri malfamati e droga.. Nelle mie canzoni si parla di vita di campagna, lavoro, tutela del territorio, gente semplice di paese, piccole esperienze personali e amore per la mia terra.

Come sei riuscito a far convivere un ambiente piuttosto "introverso" e conservatore come quello bresciano con il Rap?
Per la medesima ragione spiegata nella risposta che ho fornito alla domanda precedente. Ho rivisitato il genere rendendolo più digeribile e vicino alla mia gente.

A differenza di altri rapper, i tuoi pezzi sono attraversati da ironia sensibilità sociale e dall'assenza di aggressività verbale. Concordi?
Beh, gentile non saprei, qualche parolaccia me la lascio scappare nei testi, mi capita anche di affrontare temi come il sesso e la coppia a volte, in maniera ironica e leggera. Mi piace addentrarmi anche in questo tipo di argomenti, più simpatici e discorsivi. Non saprei dare in una parola la definizione del mio Rap. Se me lo consenti ci proverò con tre: ironico, nostrano e unisex.

In alcuni videoclips appare evidente il tentativo di superare l'esecuzione musicale pura e semplice con il coinvolgimento del pubblico. Inoltre, sembra (smentisci se necessario) che i tuoi concerti siano più simili a performance Rap che alle esibizioni tradizionali.
Spero si sia evoluto bene! Beh, ho apportato delle modifiche sia alle musiche che ai testi. Ho provato a rivisitare alcuni brani famosi, a cambiare collaboratori, allargare le conoscenze con persone del settore, nuove vie e tentato nuovi piccoli esperimenti. Sicuramente non c'è più quella freschezza dell'inizio nei primi demo del 2008, 2009, ma è evidente comunque la voglia di continuare a portare fuori le mie idee, le mie scoperte e le mie ambizioni, di ricercare nuove sonorità e allargare la prospettiva sui temi trattati.

Quali emozioni avverti nei confronti del pubblico?
Il mio pubblico è sicuramente trasversale, dal bambino di 5 anni al signore di 50 o 60 anni, molti mi stimano tantissimo, alcuni si fanno anche 50 Km per seguire una mia serata. A volte è commovente vedere la famigliola che è venuta in un locale o in un bar di provincia solo per vedere c'è chi mi scrive, altri mi ordinano Cd o Magliette da regalare agli amici o ai colleghi di lavoro. Seppur non riempia gli stadi o le arene, non posso che essere fiero del mio piccolo affezionato pubblico.

Progetti e avventure musicali
Lavorare a nuovi brani e progetti continuando nel tentativo di esportare la mia musica anche fuori dai confini bresciani. So che molta gente apprezzerebbe tantissimo.