Contributo a cura di Roberto Ferro

A Napoli e Salerno la musica d'autore è da sempre di casa con nomi di livello nazionale ed internazionale. Nel corso degli ultimi anni si è affacciata alla ribalta una nuova generazione di musicisti con proposte innovative. Ileana Mottola, talentuosa cantautrice salernitana, offre in questa intervista una efficace descrizione della propria appassionata ricerca creativa.

Quando e come ti sei avvicinata alla Musica? Si è trattato di amore a prima vista oppure di condizionamento familiare?
I miei mi raccontano di come piccolissima allietassi i loro viaggi in macchina canticchiando. Poi a casa ho avuto la fortuna di avere il pianoforte che suonava mio fratello e così, in maniera molto naturale e

spontanea, iniziai a studiarlo anch'io.

Giovanissima hai vinto due premi: "La nota d'oro" e "Il premio della critica per l'originalità interpretativa". Giovinezza e originalità: quali altri talenti ti sono stati riconosciuti dalle giurie?
Nonostante abbia ricevuto dei riconoscimenti ammetto di essere stata sempre molto restia a partecipare ai concorsi. La mia scarsa competitività forse mi ha fatto mancare la giusta convinzione per affrontare certe situazioni. Tra l'altro ritengo sia così difficile pesare il valore musicale di un artista. Relativamente al premio per l'originalità interpretativa c'è un aneddoto carino da raccontare in quanto trattasi di un riconoscimento non previsto dal concorso ma gentilmente creato appositamente per me in quell'occasione. Il più bel riconoscimento che potessi ricevere!

La contaminazione tra generi rappresenta sicuramente una scelta rilevante. Ti sei ispirata a qualche artista in particolare?
Credo di far parte dell'ultima generazione che ha fatto la cosiddetta gavetta e questo mi ha permesso, attraverso le più svariate esperienze musicali, di cimentarmi con vari stili e generi musicali. In gioventù ho amato tanto Freddie Mercury e Michel Jackson, poi ho scoperto le grandi voci del jazz come quella di Billie Holliday, Dinah Washington, Etta James e poi Joni Mitchell, Dianne Reeves, Witney Huston, Noa,. Amo Stevie Wonder, la poesia di Johim e, in Italia, l'immensa Mia Martini. Non è un caso che le mie composizioni siano diventate un contenitore di tutto quello che "ho respirato" musicalmente. Quando ero più giovane ho vissuto (o forse mi hanno fatto vivere) questa mia "versatilità" come un limite ma oggi ritengo possa essere un punto di forza se a filtrarla c'è una personalità forte e sincera.

Hai contaminato jazz, musica afro americana e cubana, un filone musicale con netta impronta africana. Quale le motivazioni di questa scelta relativamente insolita nella musica napoletana contemporanea?
La Campania è stata da sempre un crocevia di popoli e culture e quindi terreno fertile per le contaminazioni. Devi sapere tra l'altro che la mia città, Salerno, ha una consolidata tradizione jazzistica. Si racconta che durante la guerra, musicisti locali suonassero insieme agli americani sbarcati sulle nostre coste. Ho avuto la fortuna di crescere a stretto contatto con artisti meravigliosi dai quali, anche solo ascoltando, ho iniziato ad assorbire questo linguaggio.

Un giornalista ha scritto che la tua voce "assomiglia a quella di Rickie Lee Jones". Personalmente ho scoperto una vocalità decisa morbida nitida e nel contempo calda e duttile. Ti riconosci?
Voglio essere estremamente sincera...prima che leggessi l'articolo a cui fai riferimento non conoscevo quest'artista ma dopo averla ascoltata ho capito si trattasse di un grande complimento. Risulto immodesta se rispondo di si?!?!

La cover che più mi ha emozionato è "Amazing grace", un must delle jazz singer. Un pezzo pericolosamente vicino all'ovvietà ma che hai interpretato in modo raffinato ampio e caldo...
Confrontarsi con i classici è sempre una responsabilità. Semplicemente un pomeriggio ho voluto fare un esperimento di home recording in attesa di una futura registrazione. Il mio sogno è un'orchestra diretta da Vince Mendoza...Forse chiedo troppo!

"If you belive in life", in duo con Walter Ricci, rappresenta la tua anima melodica. Come è nata questa collaborazione?
Ho ascoltato Walter Ricci la prima volta quando avevo 17 anni e ho subito riconosciuto in lui un talento fuori dal comune. Quando Antonio de Luise, musicista straordinario, mi ha fatto ascoltare il pezzo ho subito pensato di scrivere un testo che fosse un inno alla vita ed ho voluto con me l'emozionante voce del giovane e solare Walter per veicolare questo messaggio. Ci siamo divertiti un mondo a girare il videoclip di "If you belive in life" presso gli studi della Hydra music, la mia etichetta discografica.

Ad un certo punto, dopo le cover (di qualità) hai pubblicato un disco "Fleeting moments" in veste di cantautrice, con venature jazz pop e musica latina...Quale base musicale hai valorizzato nel progetto?
"Fleeting moments" è la summa di tutti i punti trattati prima. In queste 10 composizioni confluiscono le mie esperienze di donna e musicista. Mi ritengo una compositrice molto istintiva. Gli attimi fuggenti (fleeting moments) sono quelli rarissimi in cui la mente fa l'amore con le sue emozioni e vengono fuori le canzoni. Approfitto per ringraziare i grandissimi musicisti che mi hanno supportata: Jerry Popolo, Antonio de Luise, Aldo Vigorito, Franco Gregorio e gli altri ospiti Angelo Carpentieri e Antonio Imparato.

Hai fondato (o, meglio, cofondato) il B&B DUET assieme ad Eleonora Strino che suona la chitarra elettrica. Anche in questa occasione hai visitato "il blues da New Orleans a Broadway, dallo swing alle pellicole di Hollywood, con un pizzico di pop internazionale". Interessante un duo al femminile che sceglie di eseguire un repertorio musicale tanto ampio...
Con Eleonora Strino è stato amore al primo ascolto. Una musicista talentuosissima e una personalità artistica raffinata. Ci siamo scoperte molto simili per gusto e sensibilità. Ci accomuna il modo di vivere la musica con passione e senza alcuna rivalità. E' in cantiere un disco prodotto da Nino Buonocore, il poeta della canzone italiana con il quale ho tra l'altro il piacere di collaborare. Il progetto prevede inoltre degli inediti che io ed Eleonora stiamo scrivendo insieme. Nino ci ha definite "un compositore in due" e questo la dice lunga sulla sintonia che ci unisce.

Quali emozioni percepisci quando suoni?
L'arte è comunicazione e l'esibizione è il momento in cui si canalizza verso gli altri tutta l'energia del nostro essere. E' meraviglioso avvertire che ciò che dai torna a te potenziato. Credo che non potrei farne a meno. E' proprio questa mia inesauribile voglia di dare e comunicare che mi stimola. Sto già iniziando a raccogliere idee e brani per il prossimo disco. Cantare, viaggiare e amare sono le mie passioni e la musica è tutto questo insieme. Grazie a chi mi dà la possibilità di continuare e grazie a te per l'interesse dimostrato.