Contributo a cura di Roberto Ferro

Amanda Tosoni è una presenza gradita e stimolante di My Personal Mind. In questa intervista descrive con efficacia e semplicità il backstage, il "dietro le quinte", del progetto, "Amy on the Four Strings", innovativo sulla scena del blues milanese sin dalla presentazione il 22 maggio scorso presso lo Spazio 89. 

Youtube Amanda Tosoni & Andrea Caggiari Promo 

 

Che sensazioni hai percepito nell'esibirti il 22 maggio presso lo Spazio 89 in coppia con Andrea Caggiari e non assieme alla Banda?
Beh, è stato davvero emozionante, nel senso che spesso, dopo anni di palco, si dimentica quell'adrenalina, quella "tremarella" che a volte ci tradisce, che fa stringere le corde vocali in una piccola ma implacabile morsa emotiva.

Ecco, il 22 maggio me lo ricordo bene! E' stato il debutto del nostro progetto in duo, "Amy on the Four Strings", un progetto ambizioso che un po' ci impensieriva, ma nato da un desiderio latente da tempo...L'idea di raccontare a modo nostro la storia del blues al femminile, dalle origini profane delle worksong, a quelle sacre di spirituals e gospel, alle grandi voci del blues anni '20 e '30, come Bessie Smith, passando in rassegna, di decennio in decennio, le divine artiste che mi hanno da sempre ispirato, fino agli anni '60.
Il tutto accompagnato dal basso elettrico di Andrea che tra ritmiche, accordi e interventi solistici teneva tutto in piedi credo magistralmente, ma lasciando comunque la voce così scoperta...così udibile in ogni sussurro...da lasciarmi senza fiato, dopo anni di band! Il primo brano, un canto di prigionia antico registrato da Vera Hall e da noi riarrangiato, è un canto di grande drammaticità ed è stato magico entrare e attraversare il palco al buio sulle note del basso, attaccare con le prime parole...sentire la voce tentennare un poco e poi librarsi sulle note fino alla fine, quando ho simbolicamente lasciato cadere a terra la catena che tenevo in mano. Quando è scoppiato il primo applauso ho percepito e visto per la prima volta il pubblico, e il suo calore ha sciolto ogni titubante remora..e lo spettacolo è iniziato. Devo ringraziare ancora una volta tutti coloro che sono intervenuti!

La tua esecuzione più che blues puro si è rivelata blues contaminato dal jazz. Due generi musicali imparentati ma con "anime" differenti. Una contaminazione che, in tutti i casi, ha entusiasmato gli spettatori.
Quando si parla di blues al femminile non si può prescindere da certe artiste che hanno avuto il blues..la vita. Perché, lo sappiamo, il blues è uno stato d'animo prima ancora che un genere musicale, e certi musicisti hanno sempre avuto una fortissima vena blues, sia nello stile che nell'intenzione musicale e canora, anche se oltre a brani puramente blues, si sono discostati con componimenti che includevano altri stili..Mi viene da ridere quando gli amanti di Bonamassa scandalizzati mi dicono che Ray Charles non faceva blues! I generi musicali, sappiamo anche questo, sono delle etichette che spesso hanno poco valore.
Leggendo la biografia di Billy Holliday, "The lady sings the blues", da cui ho estratto un brano che ho voluto leggere al pubblico durante lo show, si evince come il vibrante e sofferto blues della vocalità di questa splendida artista non derivasse da scelte stilistiche consapevoli, ma dalla vita vera e vissuta, che ti segna la pelle e la voce e l'anima.
Quindi come non includerla nel nostro show? Come non mettercela tutta per tributarle un omaggio? Si è trattato di una parentesi jazzistica? Ebbene, perché no!

Si è rivelato difficile dialogare per 40 minuti duettando con il basso? Una scelta musicale poco praticata in Italia. A distanza di giorni quali considerazioni ti senti di proporre?
In realtà lo show è durato un'ora e alcuni dei prossimi in programma dureranno di più. Devo dire che per quanto la scelta possa sembrare insolita, a noi è venuta spontanea, perché suoniamo insieme da tanti anni e, sebbene strimpelliamo altri strumenti, voce e basso sono le nostre forme espressive. Ed essendo Andrea mio compagno anche nella vita, tutto è arrivato con la più grande naturalezza. In realtà non è stato difficile: tre i riferimenti ritmici con la stomp box, il groove delle linee di basso, e i riferimenti armonici che mi fornisce suonando gli accordi, grazie anche all'aiuto della loop station, non ho sentito mancanze anzi un interplay che mi accompagnava e allo stesso tempo lasciava libertà. Gran bella sensazione!

Le esibizioni con Amanda e la Banda sono sempre state caratterizzate dall'ironia. Con il progetto attuale, tuttavia, mi è parso di cogliere una maturazione artistica importante, nella quale alla blues woman si è affiancata la donna di spettacolo. Ti riconosci?
Beh, si cresce e spero, ogni tanto, oltre ad invecchiare, di maturare un po'. L'ironia resta perché fa parte di me. Ma questo progetto, in effetti, lascia più spazio, a tratti, ad una più intima espressione di sé, almeno credo..

Quale la motivazione alla base del duo? Le dimensioni della sala erano ottimali, spazi più ampi o ristretti avrebbero comportato problemi..
Nei prossimi giorni testeremo il progetto in luoghi molto diversi per dimensioni e pubblico e ti saprò rispondere! Ci esibiremo il 26 giugno al Rozzano Blues Festival dalle 21,00 alle 21 e 30, nella bella cornice di Cascina Grande, poi dalle 23 e 30 suoneremo la stessa sera al Baretto del Leoncavallo di Milano, contesto completamente diverso. Il 28 giugno ci esibiremo al Cinema Teatro Trieste di Milano dalle 22,00, ristorante e live club. Il 4 luglio saremo sul palco principale del Carroponte di Sesto San Giovanni, in apertura alla Treves Blues Band, dove sono previste più di un migliaio di persone..quindi..non so..vedremo!

Le reazioni del pubblico sono state certamente positive ed entusiaste, la gente si è lasciata trasportare. Perché non approfondire col tempo questo progetto?
Lo faremo di certo! Il progetto Amanda e la Banda rimane attivo, ci tengo a comunicarlo, ma continueremo ad investire al nostro massimo tempo e fatiche in questo nuovo progetto in duo, sperando di vederlo crescere al meglio!

Conosci musiciste che suonino strumenti tradizionalmente ritenuti "maschili" quali la batteria, il basso, la chitarra elettrica..Oppure il maschilismo trionfa ancora nel nostro Paese (non negli Stati Uniti tuttavia)?
Le musiciste sono rare, è vero, e il maschilismo esiste, ahimè, anche tra gli amanti del blues. Anche per questo ho scelto di fare un progetto interamente dedicato al blues, al femminile! Combattiamo i pregiudizi e cerchiamo di arrivare al cuore di tutti.

Progetti e avventure musicali
Stiamo realizzando il disco del progetto in duo che sarà disponibile in anteprima su chiavette usb personalizzate acquistabili ai nostri concerti!