Contributo a cura di Roberto Ferro

Paola Zigoi, triestina d'origine brianzola d'adozione, pop - jazz singer e docente presso NAM, mi incontra sorridente. Ben poco lascia trasparire dell'impegnativa giornata che l'attende e che ben riassume la sua professione: canto saggi ed esami di fine anno con gli allievi.

Quando e come ti sei avvicinata alla musica?

Mia nonna e mia zia paterne erano, la prima cantante lirica, la seconda pianista. Al posto delle fiabe mi raccontavano la trama delle opere liriche, in particolare "Madama Butterfly" di Giacomo Puccini. In particolare adoravo il duetto che Madama Butterfly faceva con Suzuki la sua governante.

Con il blues e il jazz è stato amore a prima vista oppure si è trattato di un percorso più sfaccettato?
Il mio punto d'avvio è stata la lirica. Ho imparato a cantare la lirica ed ho scelto il jazz perché in casa era la colonna sonora delle giornate e mi sono avvicinata a questo genere istintivamente.

La NAM rappresenta una tappa fondamentale della tua esperienza musicale: prima studentessa poi insegnante. Quali erano (sono) le caratteristiche che la rendono speciale, allora come ora?
La NAM per me inizialmente, era rappresentata da Laura Fedele, l'insegnante che mi ha fatto maturare dal punto di vista vocale. Mi ha aiutata a far uscire la vocalità istintiva. Io cantavo in un certo modo e lei mi mise bruscamente in discussione sin dalla prima lezione ("non si canta così il jazz!"): inizialmente rimasi spiazzata (fui presa alla sprovvista). Il tempo e l'esperienza mi hanno insegnato che Laura Fedele intuiva bene i miei talenti ma desiderava valorizzarli.
La NAM rappresenta un ambiente professionale ed amichevole contemporaneamente. Il nuovo Direttore, Claudio Flaminio, è fermamente convinto che essere attenti ai rapporti umani tanto quanto al livello professionale espresso dai docenti, sia un binomio vincente. . Di fatto la NAM ha ripreso vigore e prestigio e rappresenta ora una delle poche realtà , tra le vaie scuole, a rilasciare un diploma riconosciuto in tutta Europa.
Di fatto, prima di iniziare a lavorare alla NAM facevo la maestra d'asilo, quindi la mia gavetta si è rivelata utilmente impegnativa. In realtà non collaboro solo con la NAM ma anche con la Free Sound di Via Washington e la Dolmen Studio di Sesto San Giovanni, entrambe professionali, la seconda anche con un ambiente decisamente familiare.

Descrivi ai lettori le caratteristiche della tecnica "voice craft" e le differenze con la tecnica vocale "classica"?
La "voice craft" è una tecnica che è utilissima ai ballerini di musical. Ho studiato il "voice craft" e mi sono resa conto che è una tecnica molto faticosa e che richiede un grandissimo lavoro a livello fisico e muscolare. Per quanto mi riguarda io propendo per un modo di cantare meno elaborato e che valorizzi le caratteristiche vocali di ogni singola persona, per intenderci che risalga dall'anima.

Possiedi una vocalità ampia, di grande fascino e ricca di sfumature..in tutti i casi non comune. Una dote innata o frutto di ricerche ed esercizi continui?
Potrei dire che è frutto di dell'unione di tutte e due le cose, se non sei portato puoi studiare tutta la vita ma non riuscirai mai ad arrivare a certi livelli. ..Se sei portato ma non ti applichi la tua dote può aiutarti fino ad un certo punto. Per raggiungere un ottimo livello professionale lo studio e il sacrificio sono d'obbligo!

Come ed in quale misura hai armonizzato blues e jazz? Si tratta di due generi musicali che, pur con le comuni origini afro americane, presentano notevoli differenze di ritmo, presenza scenica e tecnica vocale.
Il jazz è una musica che poggia saldamente sulle colonne portanti del blues. Io parto dall'idea, lo ripeto in continuazione ai miei allievi, che è sempre necessario mettersi in discussione e che è fondamentale "non precludersi mai nulla". Così, pur con una formazione jazzistica, ho partecipato a Tribute agli U2 ed ai Pink Floyd. Ripeto, "l'ascolto è il miglior studio possibile". Pino Daniele mi ha fatto scoprire come fondere generi differenti e Sting, un cantante che adoro, è secondo me l'esempio di come affrontare vocalmente qualsiasi genere con il linguaggio appropriato.

Quali sono le cantanti che prediligi? Esistono nel jazz milanese donne che suonano strumenti musicali e non solo singer?
Beh, non per ripetermi ma Laura Fedele suona il piano e canta e Simona Severini suona benissimo la chitarra.. Adoro Diane Schuur, cantante e pianista incredibile, Ella Fitzgeral, Billie Holliday che usava la voce come uno strumento. Amo Noa con la sua vocalità etnica e il fatto che suoni le percussioni mi fa impazzire, James Taylor e la sua capacità di arrivare al cuore delle persone ed il grandissimo Stevie Wonder!

Quando ti esibisci, quali emozioni avverti nei confronti del pubblico?
Alcuni spettatori mi hanno detto "quando canti ci inchiodi", "sai rendere tuoi i pezzi che interpreti". Un allievo ha affermato:" mi ha fatto diventare un cantante consapevole". Per quanto riguarda la mia esperienza personale avverto "immensa gioia", quando canto "sono fortunata a fare questo lavoro"

Esistono a Milano voci maschili nel jazz e nel blues?
In prima battuta Ermanno Principe anche se molti ritengono che sia esclusivamente un batterista (bravissimo). Ama Stevie Wonder e Frank Sinatra e ha la capacità di reinterpretare i loro pezzi in maniera eccelsa, inoltre suona la chitarra benissimo e canta brasiliano altrettanto bene!.

A Milano (penso in Italia) prevale l'abitudine. Per esempio, sono in molti, tra gli artisti ed il pubblico, a far riferimento esclusivo a certi locali, a determinati stili di esecuzione. Un giovanissimo e già affermato musicista, recentemente ha affermato che l'insegnamento fondamentale alla Berkley di Boston era quello di osservare e investigare tutte le opportunità, ovunque, persino i "musicisti di strada". Quale ruolo svolgono o potrebbero svolgere le Scuole di musica nel rendere più fluida la situazione attuale?
Come ho affermato in precedenza, io propendo per l'eclettismo, per la scoperta e osservazione di tutte le proposte musicali. Certo, a Milano esiste un minor dinamismo rispetto ad altre città.

Progetti e avventure musicali a venire...
L'incisione di un disco con il mio quintetto formato da Tullio Ricci, Andrea Gentile, Camillo Bellinato e Alessio Pacifico. Si tratta di un mix di inediti e rivisitazioni. E poi la collaborazione con la Monday Orchestra diretta da Luca Missiti con il quale stiamo lavorando ad un repertorio molto originale, ma tutto ancora in fase embrionale. Inoltre amo esibirmi in duo con uno dei miei chitarristi preferiti che è Beppe Pini e con il quale sono sicura che a breve entreremo in studio a "fissare" il lavoro svolto in questi anni.