Contributo a cura di Roberto Ferro

Quando Laura Stillwell ha varcato la soglia del Nidaba Theatre di Milano, martedì 24 marzo, la sua presenza era semplice e luminoso a un tempo. " Tra me e me mi ero detto: "Chi si presenta con un simile sguardo ed un simile passo non può che eseguire e produrre grande e meditata musica!".

Laura Stillwell non è solo una cantante jazz affermata ma anche ballerina jazz e coreografa. Collabora nei più prestigiosi live club newyorkesi assieme a Tommy James, direttore arrangiatore e pianista della

prestigiosa Duke Ellington Orchestra.

In questa esibizione è accompagnata dal quintetto "Mo Better Swing": Nicola Calgari (sax), Mario Belluscio (contrabbasso), Mauro Bazzini (chitarra che ha svolto un ruolo fondamentale nell'intervista), Ivan Ciccarelli (batteria), Christian Tettamanti (pianoforte) e Valentina Caprara., vocalist.

Quando ti sei avvicinata alla musica jazz?
Un po' tutta la famiglia d'origine era appassionata di musica. Mia zia girava in turné con questa musica per l'Ovest degli Stati Uniti.

Desideri specificare?
Da bambina ascoltavo i dischi (jazz naturalmente) numerosi in casa e, per di più, mio zio suonava il sax. Era una famiglia che viveva la musica quotidianamente.

La tua vita musicale, tuttavia, non è iniziata con il jazz..
Sin da piccola ho iniziato con la danza e il canto classici e tradizionali, solo successivamente mi sono appassionata alla black music tra cui, naturalmente, il jazz.

Mi racconti qualcosa della tua famiglia d'origine?
Mio padre aveva radici africane anche se, come vedi, dalla mia carnagione si nota ben poco. Era un grande giocatore di football americano oltre ad essere batterista dilettante...Mio patrigno, mia mamma si è infatti risposata, era violinista e amava la musica classica . Ho quindi ricevuto nel corso degli anni numerosi stimoli differenti.

Conosci già Milano?
Per un certo periodo ho lavorato nei musical "Evita" al Teatro Smeraldo (mi pare). Laura rimane interdetta nel sapere che il famoso Smeraldo è una drugstore sia pure di lusso.

Ti pongo Un'ultima domanda (visto che il tempo stringe e le prove incombono). Insegni in una High School di New York: che consigli daresti ad un ragazzo interessato a conoscere e praticare il jazz? Sei una insegnante severa a lezione?
Assolutamente no, cerco di incoraggiare gli allievi... Consiglierei loro di seguire con attenzione non l'orchestra nel suo complessa ma strumento per strumento , individualmente, per poi afferrare il fraseggio jazz. Questo è quanto mi ha consigliato Tommy James, Direttore della Duke Ellington Orchestra.

Per tutta la durata del concerto, nelle azioni semplici, ho scoperto la realtà di queste parole di Laura Stillwell, in grado come poche cantanti di integrare talenti naturali, charme e la gioia di contatto con il pubblico così frequente nei musicisti della black music americana. Non è semplice, credo, integrare grande esibizione e trasmettere con semplicità il sorriso, il contatto immediato con gli spettatori.

La band Mo' Better Swing, pur trovandosi a suonare per la prima volta con Laura Stillwell, hanno offerto una prestazione superlativa: il sax trascinante di Nicola Calgari e la chitarra di Mauro Bazzini, hanno trasmesso ritmo, empatia con la cantante. L'attenzione del pubblico presente, numeroso e giovane, ha dimostrato l'efficacia dell'offerta musicale.

I pezzi eseguiti, alcuni tradizionali quali quelli di Cole Porter e Jonny Mandell, sono stati rivisitati pur mantenendo o spirito originario. E, credo, in epoca di cover, è un fatto significativo!

Desidereremmo tutti poter incontrare nuovamente Laura Stillwell in altri concerti, i Mo Better Swing affermarsi sempre più nel panorama musicale e Valentina Caprara, vocalist, aprirsi un cammino di successo nel difficile mondo della musica.