Contributo a cura di Roverto Ferro

Intervistare Sara Tramma significa conoscere aspetti fondamentali dell'evoluzione culturale e musicale di Napoli, a pochi giorni dalla scomparsa di Pino Daniele.
Ti ho conosciuta indirettamente come cantante e coautrice di Musicanova di Eugenio Bennato. Quali emozioni, vissuti e esperienze Ti rimangono di quel periodo (d'oro) della musica napoletana?
Si e' vero, gli anni novanta sono stati davvero un periodo importante per la musica napoletana, e non solo. C'erano ancora sul panorama musicale grandi nomi da Fabrizio De Andre' a Enzo Iannacci, Giorgio Gaber fino ad arrivare a altri Due grandi che ci hanno purtroppo lasciato di recente, Lucio Dalla e Pino Daniele. Le emozioni che mi rimangono di quel periodo, sono che c'era tanta voglia di fare musica, voglio dire

che era piu' un linguaggio collettivo che individuale, ci si incontrava e nascevano collaborazioni tra musicisti, come appunto quella che e' nata tra me ed Eugenio Bennato.

Dopo Musicanova e una notevole carriera di cantante hai modificato il tuo atteggiamento sino a pervenire alla recitazione intesa in senso classico e, addirittura alla Lirica presso il Teatro San Carlo, il tempio della lirica napoletana. Un gran balzo ma che i lettori desidererebbero conoscere più approfonditamente.
Premetto che ho sempre amato la lirica, prima di iniziare la mia collaborazione nei Musicanova io cantavo l'Opera, mi cimentavo da dilettante. Poi l'incontro con Roberto De Simone, con il quale ho lavorato e mi sono avvicinata anche alla recitazione, e poi successivamente con il regista Maurizio Scaparro nello spettacolo " Le Mille e Una Notte". Il debutto al San Carlo e' stata l' esperienza piu' bella ed emozionante della mia carriera artistica.

Quali le motivazioni che ti hanno indotta a approfondire la tua "napolinità" musicale e umana, oltre l'immagine tradizionale canora della città? Chi ti ha affiancata in questa revisione? Chi è rimasto di Musicanova in questo progetto?
Le motivazioni si trovano nella crescita artistica, e non solo, di ogni essere umano, come tutti i cantautori io scrivo quello che vedo e quello che vivo. Napolievolution, e' stato il frutto appunto della mia evoluzione, sia come donna che come artista, e ti diro' di piu': e' un progetto ancora in evoluzione come la mia anima, in continuo cambiamento. Sono stata affiancata in questo viaggio, da giovani ragazzi, che credono anche loro nell'evoluzione dell'anima e dell'arte.

Musicanova è un Progetto che Ti vede impegnata in tutte le direzioni: di riflessione metodologica, di composizione, esecuzione e (forse) formazione di una nuova schiera di artisti.
Si certo, Musicanova ha liberato e scoperto tanti giovani artisti appassionati di musica.

Quale impostazione musicale hai attribuito al Progetto? Quella di Musicanova fatta di ritmi mediterranei, black music, popolare meridionale...
E' ricco di contaminazioni, che vanno dal Jazz, al Rock, Bossanova al regh fino ad arrivare alla nostra musica Lirica.

Anche Annalisa Martinisi (uno dei Progetti napoletani più interessanti) ha arrangiato testi napoletani tradizionali traducendoli poi alla parigina. Napoli Evolution, invece, mi sembra più fortemente esplorativo e libero nella direzione di una Napoli che faticosamente cresce e cambia. Che pensi?
Si e' vero, Napoli combatte ancora con i suoi mostri, ed e' in costante bilico tra la tragedia e il trionfo, e' una citta' che deve accettare ancora la sua genialita', e che si deve liberare dalle sue paure, dando vita a una nuova bellezza.

Che significato ha assunto la scelta di "Fragile" di Sting (tradotta in italiano) nel contesto di Napoli Evolution? Fragile la città, fragile la Tua Anima in confronto alla città...
Una scelta assolutamente di cuore, ho sempre amato questo brano, sia a livello musicale, che a livello compositivo. Io l'ho tradotto in napoletano, perche' penso che e' una lingua internazionale e che si sarebbe adattata al testo e al significato del brano, che non tutti conoscono... Sting dedico' questo pezzo ad un uomo, un Americano che si chiamava ( Ben Linder ) il quale stava lavorando ad un progetto idroelettrico in Nicaragua, e che purtroppo venne ucciso dai Contras. Ecco, anche Ben Linder voleva l'evoluzione di un paese, Napolievolution e' questo.

Come definisci la Napoli musicale odierna rispetto a quella dei Daniele, Bennato, De Piscopo, Esposito e De Sio? Il funky, la black music sono ancora centrali oppure ha prevalso la musica neomelodica?
La Napoli di oggi, e' piu' contemporanea di quanto si possa immaginare, ci sono tanti gruppi di ragazzi che fanno Rap, Funcky e suonano anche per strada, e poi c'e' il mondo Neomelodico che racconta la vita sociale e difficile delle periferie, le prime storie d'amore tra ragazzi, la malavita e i disagi di una citta' che crede fortemente nella rinascita.

Napoli Evolution ha bisogno del pubblico italiano. Pensi a spazi per esibizioni, un trailer o la possibilità di trasmetterlo anche in città lontane (per esempio, Berlino e Londra si presterebbero su schermo, italiani e stranieri adorano Napoli)?
Napoli evolution, e quindi Sara Tramma, e' ancora in continua trasformazione, e ci riservera' ancora tante sorprese...