Contributo a cura di Roberto Ferro

L'intervista a Dagmar Segbers è un dialogo sulla musica, certo, ma anche sulle attività sociali e umanitarie di questa giovane e promettente artista. Dagmar, tedesca d'origine, ha posto solide radici musicali e culturali nel nostro Paese e questa realtà facilita sicuramente il dialogo tra noi.

Nel corso degli ultimi pochi mesi sei maturata anche nel dialogo con il pubblico. Sbaglio?
Mi fa piacere che mi chiedi questo, significa che sto migliorando. Anche perché cerco di studiare in qualsiasi momento che trovo libero, sia pure in coda in macchina. Inoltre, continuo a frequentare la mia vocal coach Luigina Bertuzzi che è sempre disponibile e molto brava a stimolare e a far lievitare le mie capacità canore. Il fatto di studiare, come conseguenza porta il vantaggio che mi sento anche molto più sicura. E' forse anche un po' quello a cui ti riferisci tu.

Con molta forza di volontà e sacrifici ti stai affermando nell'ambiente musicale milanese. A quali generi musicali presti maggiore attenzione?
Cerco di rimanere concentrata e di inventarmi sempre di nuovo per evitare di stancare e annoiare. Poi, ovviamente, è anche più stimolante e interessante per un artista provare cose nuove e / o differenti da quelle che magari fanno già parte del proprio repertorio. Non amo molto classificare la musica come non amo classificare le persone. Diciamo che alcuni generi mi sono più affini, come il jazz e il pop anche se ultimamente sto scoprendo, il soul, che un tempo mi aveva sempre un po' intimorita. Ti confesso che non mi viene poi così male. A volte forse bisogna anche superare le barriere che ci sono nella nostra mente.

Ti scopro empatica nei confronti del pubblico (il quale, a sua volta, ricambia con entusiasmo). Come hai vinto la timidezza?
Questa è una bella domanda a cui qualche anno fa avrei voluto rispondere subito. Oggi penso di saperla avendola quasi "vissuta" sulla mia pelle: basta rimanere come si è e cominciare a accettarsi senza paragonarsi con gli altri. Siamo tutti unici al mondo ed è proprio questo che indica la bellezza dell'essere umano.

Ho osservato una bella differenza tra il primo concerto, voce e chitarra, e il secondo, voce e band. Un po' country e blues il primo, sicuramente variegato per lingua e generi musicali il secondo. Quale il motivo di una scelta tanto variata?
L'album della band Dagmar's Collective (Michele Fazio, piano, Emilio Foglio, chitarra, Piero Orsini, contrabbasso, Sandro De Bellis, percussioni, Dagmar Segbers, voce) si chiama "Differente Wor(l)ds" (uscito a giugno 2013 con l'etichetta Irma Records) Abbiamo scelto appositamente di assegnare al titolo questo "doppio" senso per dire che l'album consiste di 6 pezzi in 6 lingue differenti tra cui il tedesco (la mia lingua madre), l'inglese, l'italiano (un pezzo del grande Pino Daniele), spagnolo, argentino, francese e brasiliano. In più questi pezzi sono oltretutto anche di diverse tipologie musicali quali il jazz, il latin, il folk, il pop, ecc. Inoltre, in questo album tutta la ritmica è stata creata con l'utilizzo dello Djembè grazie alla tecnica "Djembrush", inventata dal percussionista Francesco Pellizzari. Anche il nuovo album in produzione verrà realizzato con l'utilizzo delle percussioni che questa volta verranno suonate dal percussionista Sandro De Bellis.

Sei una delle poche cantanti giovani ad esibirsi a Milano in più lingue (inglese, napoletano, tedesco, con eccellente dizione. Sarebbe importante se i lettori ti conoscessero anche per questi talenti.
Come la musica amo anche molto le culture, lingue straniere e non nascondo che avrei tanta voglia di impararne altre alla perfezione. Ci vorrebbe solo un po' più di tempo...Secondo me, pensando ad una Europa unita, l'idea di coniugare le lingue e stili musicali differenti mi piaceva. Per me la diversità può solo arricchire e penso che sia un discorso che non riguarda solo la musica.. So che comunque ci sono artiste italiane come la grandissima Antonella Ruggiero che canta e si esibisce in altre lingue e questo con grande successo.

Spieghi al pubblico il significato delle canzoni che ti appresti a eseguire. Questo atteggiamento ti rende gradevole e simpatica.
Diciamo che essendo una autodidatta nel canto e nella musica, il fatto di puntare sull'interpretazione del brano mi ha aiutato sin dall'inizio. Anche oggi che studio tecnica vocale da ormai circa 5 anni con la mia vocal coach Luigina Bertuzzi, amo comunque concentrarmi sul significato della canzone. Per me deve essere sempre e comunque la canzone stessa ad essere la protagonista, la voce e la musica per me sono un veicolo. E meglio un veicolo funziona meglio risulta il trasporto. Alla fine un artista deve dare e per me poter regalare delle emozioni al pubblico. Questa è la cosa più bella che possa fare. Spesso alcune canzoni, se poi sono anche in lingua straniera, non vengono percepite per quello che raccontano. Io invece vorrei raccontare le canzoni.

Professionalmente sei maturata rimanendo semplice e profondamente umana (e sportiva). Potresti descrivere meglio e in dettaglio?
Sono felice che si percepisca una maturazione professionale. Vuol dire che i miei sacrifici e studi e la pazienza vengono ricompensati ma questo non significa che ora desideri fermarmi. Anzi, proprio adesso DEVO continuare a studiare ancora in modo più forte e cercare di crescere. Si vede che sono un capricorno con la capa dura. Ahhhhhaaaa. Per quanto riguardano le mie attività al di là della musica, non nascondo che amo essere sempre in movimento e amo organizzare e creare. Amo la corsa, più specificatamente parlando in passato ho corso qualche maratona (ovviamente tutto a livello molto amatoriale) e faccio parte dei "Podisti da Marte", una associazione no profit che realizza progetti sociali per generare attivismo civico e solidale. In più, attualmente, sto seguendo una iniziativa a favore di ComicxAfrica, in particolare Roberto Riccio (architetto e artista) è impegnato attivamente e personalmente in missioni all'estero. Spesso in viaggio per aiuti umanitari in villaggi della Birmania, Tanzania, Kenya, India e Thainlandia. Attualmente segue una bambina di nome Ramla che è stata operata al cuore a causa di una malformazione ed io ho aperto una raccolta fondi per il sostegno delle spese mediche e le cure postoperatorie. Cerco di raccoglierli correndo delle staffette per alcune maratone e gare podistiche e tra breve organizzerò a Milano una serata con musica e asta d'arte, il cui incasso andrà a favore della sopracitata iniziativa.

Sono in programma un disco e numerosi impegni dal punto di vista musicale e sociale.. Potresti spiegare in breve ai lettori?
Come già detto prima organizzerò una mostra per la bambina Ramla (vi lascio qui il link per le info sul progetto: htto://www.retedeldono.it/progetti/ass-arts-xworld/sostegno-sanitario-per-la-piccola-ramla e sarei felice di qualche donazione. Inoltre attendo un artista tedesco di nome Tomà Shyrà per cui sto organizzando una mostra l'11 marzo presso il MEMO Restaurant di Milano. Durante la serata parteciperà anche la mia band Dagmar's Collective e daremo qualche contributo musicale alla serata. Inoltre, sto proseguendo con successo la collaborazione con il bravissimo chitarrista Alessandro Diaferio con cui prevedo di realizzare un album con degli inediti. Un'ultima chicca appena uscita negli ultimi due giorni! E' uscito il singolo "Sunshine" prodotto dalla New Music International e scritto dall'autore Saro Croce. Sono molto felice e orgogliosa di questo brano perché nonostante sia solamente in veste di interprete, stavolta devo dire che il pezzo mi calza e mi rappresenta molto bene. Il video è stato realizzato sotto la regia di Roberto Alfieri di VIDEORA ed è un video del tutto speciale. Praticamente si tratta di un piano sequenza (One – take video) il che significa che tutto verrà girato in un'unica sequenza senza scene tagliate. Il che risulta molto più difficile e faticoso da realizzare come videoclip, soprattutto se di mezzo ci sono più persone come nel video di Sunshine http://www.youtube.com/watch?v=iX6rFuQBjdU.

www.retedeldono.it
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