Contributo a Cura di Roberto Ferro

L'opera, un olio su tela, si differenzia nettamente da quelle precedenti di Anna Torres, affermata artista palermitana. Non si tratta più di rappresentazioni del mondo reale, tangibile ed osservabile, ma di opera informale sia pure dai molteplici colori.

L'artista ha rappresentato la nascita dell'Universo, l'irrompere di torrenti di luce multi colorata sul palcoscenico dell'esistenza. Al centro si dispone il bianco, da cui si dipartono schegge rosse blu gialle che si rincorrono in tutte le direzioni.

Anna Torres ha inteso così porsi al centro della propria esistenza creativa, L'arte, infatti, sia pure ad una velocità ben inferiore, produce lo stesso effetto, crea dal nulla e dall'impalpabile segni che si irradiano nella nostra vita. Lo spazio bianco centrale da cui tutto si origina è l'Anima dell'artista.

L'opera, tuttavia, si differenzia dall'astrattismo stante i richiami, più o meno espliciti, al "Fiat Lux" biblico e dell'astrofisico Stweve Hawkins. Nulla di scientifico, ben inteso, ma espressione pittorica di un mondo che sorge, concreta rappresentazione della Vita.

 

Contributo a Cura di Roberto Ferro

Fino agli anni '80 Casoretto era un quartiere prevalentemente operaio e via Leoncavallo e il tratto iniziale di Via Padova popolate dagli operai delle aziende di Sesto San Giovanni. Nei decenni successivi la multiculturalismo variopinta ha preso il sopravvento.

La chiesa di Santa Maria Bianca della Misericordia (Abbazia di Casoretto) sorse nel Quattrocento per volere del nobile Pietro Tanzi. Fu denominata Bianca per distinguerla da Santa Maria Nera (ora scomparsa) sorta nelle vicinanze di Piazzale Loreto e da Santa Maria Rossa di Crescenzago.

Il nobile Tanzi chiese al priore di Santa Maria della Frigionaia di Lucca l'invio di alcuni canonici lateranensi che vi officiassero (1406).

 

Contributo a Cura di Roberto Ferro

Percorriamo via Padova, una tra le più lunghe colorate e multietniche di Milano! Dopo un paio di chilometri, giunti in corrispondenza del ponte di via Adriano, ci imbatteremo in via Domenico Berra, stretta e apparentemente anonima.

Se prestiamo attenzione ci accorgeremo presto di aver compiuto un balzo di secoli, una atmosfera da borgo più che da metropoli frenetica. L'edificio posto a destra all'ingresso della piazzetta era un tempo il Municipio di Crescenzago unificato a Milano nel 1923.