Contributo a cura di Roberto Ferro

" Se verrai ad assistere alla proiezione di "The spirit of marathon" comprenderai le motivazioni della mia scelta"- con semplicità mi ha salutato Ylenia Anelli alla conclusione dell'intervista. Mai parole furono tanto profetiche e vere.

"Spirit of the marathon II", regia di John Durham, narra la storia della maratona olimpica e di sette atleti che hanno partecipato alla maratona di Roma del 2012. Sono donne e uomini di tutte le età, di Nazioni differenti.

Due di essi (una ragazza africana ed un ucraino) sono atleti professionisti, altri anziani o di mezza età (chi ha corso tutte le edizioni della Maratona di Roma e altri per reagire alla morte per overdose del figlio). Due giovani donne, infine, con (una americana intenzionata a correre 52 maratone in 52 settimane per sensibilizzare la lotta contro il cancro al pancreas e Ylenia Anelli).

L'attenzione del registra si concentra sullo "spirito" della Maratona (quello che unisce quanti si impegnano nella durissima gara). Una gara, tuttavia, che per quasi tutti i nostri protagonisti non implica record da battere ma "la possibilità di portare a compimento la Maratona, di farcela malgrado i limiti". La ragazza americana afferma: "si corre con minore fatica, si arriva alla fine se ci divertiamo". Anche se, lo ammetto, correre per 42 km col caldo torrido di questa sera di giugno é impresa che supera ogni immaginazione.

John Durham alterna vicende personali e brevi interviste a grandi maratoneti: Stefano Baldini, Paula Radcliffe (campionessa del mondo di maratona nel 2005 nonché primatista mondiale della specialità) e Orlando Pizzolato. Commoventi i filmati relativi a Abele Bikila alle Olimpiadi di Roma e Rolando Petri a quelle di Londra.

Per quali ragioni Ylenia Anelli ha deciso di partecipare alla Maratona di Roma? Che sia una donna che ama lo sport (alla pari di marito e figli) é evidente. Ma non é tutto!

Ylenia é una "Podista da Marte". I "Podisti da Marte" sono una associazione atipica, una critical mass podistica i cui membri sono soliti correre in centro a Milano offrendo fiori ai passanti. Corrono per beneficenza e pensano di poter cambiare la città. Questa fu l'insolita occasione di conoscenza con Ylenia, un fiore offerto per la strada durante la Maratona di Milano dal presidente Fabrizio Cosi. ! I "Podisti da Marte" collaborano anche con City Marathon di Milano per il fundrising a favore di altri gruppi e associazioni no profit.

Ylenia mi accoglie sorridente ed energica nella sua abitazione di Bareggio, una villetta immersa nel verde, animata da due splendidi bambini. Già sulla soglia d'ingresso mi interrogo: quale desiderio l'avrà spinta a partecipare alla Maratona di Roma e, soprattutto, a recitare con tanta naturalezza nel film di John Durham?

Mi racconti qualche aspetto della tua vita?

"Ho iniziato a lavorare a 19 anni, per un'azienda orafa italiana attiva prevalentemente all'estero. Ero molto apprezzata perché avevo studiato lingue (ne parlavo fluentemente tre) e ci sapevo fare con i clienti. Per lavoro ero spesso all'estero per le Fiere. Stavo bene economicamente, tuttavia quando decisi di formare una famiglia ed avere dei bambini, lavoro ed affetti iniziarono a divergere, pertanto mi licenziai e mi trovai un altro lavoro".

Poi, nel 2012 la situazione peggiorò

"Nel 2012 la situazione lavorativa peggiorò bruscamente e dopo che la mia ditta aveva dilazionato gli stipendi decisi di licenziarmi anche da qui. Anni prima mi ero sposata e mio marito, era allora istruttore di nuoto. L'avevo conosciuto quando frequentavo la piscina per ristabilirmi da un infortunio al ginocchio. Purtroppo, a causa di una broncopatia ostruttiva cronica é stato costretto ad abbandonare l'attività di istruttore. Nel 2010, assieme a lui, ho deciso di aprire un negozio di running e triathlon. Si é trattata di una grande avventura che ancora non sappiamo se sarà vinta. In tutti i casi, queste preoccupazioni erano col trascorrere dei mesi divenute difficili da reggere".

Poi cosa é accaduto?

"Sentivo di aver bisogno di una scossa, di una svolta forte. Desideravo (io ho sempre praticato sport, in particolare la corsa) gareggiare e, gradualmente, si é affermata in me l'idea della maratona. Nel febbraio 2012 mi hanno parlato di un regista americano che cercava una donna con determinate caratteristiche familiari e biografiche che potesse partecipare ad una maratona. Le candidate erano numerose ed io non avrei mai pensato che mi chiamasse. Invece, non solo la telefonata é arrivata... Mi ha incontrata in Stazione Centrale, gli ho raccontato le mie vicende e la storia e...sono rimasta in attesa.".

La vita ha preso una brusca svolta, mi pare

"Il giorno successivo avrei dovuto iniziare a lavorare presso una nuova ditta. Mi hanno telefonato da Roma e, con mia grande sorpresa, mi dicono: "Sei stata scelta!".. Avrei corso sotto l'egida di Podisti da Marte.. L'allenatore mi raccomandava di iniziare gradualmente, e io, con tenacia, ho tenuto duro. Posso ben dire, ora, di aver vinto la scommessa".

Come hai vissuto il rapporto con il regista e la macchina da presa?

"John Durhan ha abilmente condiviso la vita quotidiana mia e dei miei figli con l' esigenza di girare con le riprese qui in casa. Ha collegato la mia vita precedente, la maratona di Roma, a Bareggio, i preparativi, la partenza, per Roma. Con ironia ha colto la mia piccola impresa, il mio sorriso, la fatica, gli applausi dei miei figli e di mio marito all'arrivo".

Che emozioni avvertivi nel corso della gara?

"Per tutti i 42 km di gara non sono mai stata sopraffatta dallo sconforto, forse perché l'ho presa come un gioco non come la ricerca esasperata di un record o primato da battere. Avevo scommesso con mio figlio che sarei arrivata e sono stata di parola. Desideravo provare sensazioni forti perché ho bisogno di molto coraggio per superare le difficoltà della vita. La mia maratona é stata un po' come la gravidanza dei miei figli. Come tutte le madri, prima ho sofferto, lottato ma, dopo il dolore, é arrivata la gioia.! Questo è lo Spirito della maratona."