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Daniele Oian

Nei sedimenti ci sono, stratificate, le ere geologiche. Rumori di motori e ventole di raffreddamento. Come si può trovare concentrazione? Chiedi troppo, già è molto se sei qui a dirlo. Dobbiamo essere in grado di operare in ogni situazione. Umani da ogni terreno. Umani totipotenti. Niente superuomini. Solo umani. Mi accerto di essere sempre in drappello. Vedo Fabiano ansimare, Emanuel imprecare, Marco sonnecchiare pur tenendo la barra dritta. E io che faccio ora? Scrivo poesie? Nei ritagli di tempo, ora le poesie le vivo al quotidiano, nel sudore di ogni attimo. E questo dura da almeno 35 anni. Da quando sbarcai sulla luna che sta scritta sui muri di tutti i tazebao del mondo, visibili e leggibili sulla faccia della gente. 15.17 di un settembre autunnale dopo la rovente estate. Ce la faremo a stare nei parametri? Allagheremo tutte le coste basse del mondo? Faremo scappare dalla micidiale rovenza milioni di esseri come noi? Oppure ci impegneremo finalmente a staccare ogni standby e a trasformare ogni tetto fruibile in crogiolo elettrico di fotoni in arrivo? E i players mondiali la smetteranno di crogiolarsi in drinks e languidi divani per dar fondo al cambiamento, alla riconversione dannatamente improrogabile? Noi dipendiamo. Uno dall'altro. Noi decidiamo. Ma solo decidendo insieme a moltitudini, avremo la soddisfazione che forse evochiamo. Per i nostri padri e genitori, per i nostri nonni e i nostri figli e nipoti. Siamo al centro del Tutto e di tutto, in ogni momento, ma lo siamo solo quando ne siamo consapevoli e ciò deve essere ADESSO.