Contributo a cura di Roberto Ferro

Il cerchio dei sogni si differenzia dalle abituali performance artistiche perché coniuga semplicità e dinamismo.

L'evento si è svolto presso la ex - chiesa secentesca di San Sisto, sita nella omonima via milanese prossima alla trafficata via Torino. Si tratta di un edificio che, pur adibito a Studio Museo, ha nondimeno preservato una soffio di palpabile religiosità. Da anni San Sisto è il prezioso contenitore di circa 80 opere del grande scultore e artista Francesco Messina, non solo museo ma anche luogo nel quale vivere e far vivere l'arte.

Le opere del geniale scultore abbracciano e contornano la performance proposta dalla compagnia di percorsi sensoriali Pane e Mate, Pane e Mate, una denominazione insolita per noi italiani ma semplice e di

immediata comprensione per la cultura argentina da cui la compagnia trae origine ed ispirazione, "pane" e "mate" gli elementi fondamentali della vita quotidiana (il "mate" è una bevanda amara e lievemente inebriante).

Coraggioso e innovativo il progetto Il cerchio dei sogni è supportato dall'Amministrazione Comunale per fini didattici e non solo culturali.

La breve sosta sul sagrato si è rivelata premessa indispensabile ed operosa, distacco graduale dal traffico, dai rumori e dalle luci dei negozi, Nel varcare la soglia ho percepito una emozione rapida ed intensa, sicuramente un breve smarrimento (come mi dovevo comportare), la scarsa abitudine alla libertà d'azione.

Una esclamazione (un sono "Ohh") fortunatamente collettiva ha posto in relazione con lo sguardo alcune splendide opere di Francesco Messina, le bianche pareti dell'aula. Le strutture sceniche. il pavimento, persino i lampadari erano rivestiti da fogli di libri usati opera di . Dominava una sorta di lenzuolo bianco, un patchwork di idee composte da altri ed ora frammentate.... libere di ricomporsi.

L'attesa iniziale, la disposizione della grande aula, l'arredamento tutto introduceva ad uno spazio carico di simboli e rappresentazioni semplici, riassumibili nei percorsi sensoriali proposti dalla compagnia Pane e Mate. Riconquistare le emozioni e le abilità fondamentali, necessariamente semplici, questo il messaggio della compagnia e del progetto, significa riappropriarsi della vita.

La musica eseguita dai bravi musicisti ha scandito il percorso del pubblico. Gli eccellenti conduttori (Salvatore Fiorino e Mercedes Casali), un po' guide nel deserto un po' "pastori erranti nell'Asia" sognanti ed onirici di leopardiana memoria hanno guidato e suddiviso gli spettatori – protagonisti in due sottogruppi

Il cerchio dei sogni propone e fa vivere una rappresentazione dinamica della vita: esistono un sopra ed un sotto, un prima ed un dopo, la ragione ed il sogno. Tutte alternative da toccare con mano.

Non esistono percezioni e sogni giusti o sbagliati e neppure un percorso univoco ma appare fondativa la ricomposizione di idee pubblicate da altri su libri, abbandonate e in attesa di strutturarsi secondo nuovi mosaici. Un percorso simile al lavoro onirico che utilizza le immagini diurne per creare i sogni, "la via regia dell'inconscio" così denominato da Freud.

Un gesto collettivo avvia l'intera rappresentazione. E indispensabile risvegliare il grande albero dormiente (bianco naturalmente) e solo la brezza suscitata da noi umani potrà destarlo delicatamente. Il sottile agitarsi del vento farà ruotare il tronco e il grande albero donerà energia e parole d'indirizzo.

Per ideazione e ambientazione Il cerchio dei sogni, rappresenta una vivace insolita iniziativa flessibile che richiama studenti e adulti. Un evento che al quale si potrà assistere fino all'8 novembre e che l'anno scorso ha richiamato ben 10000 visitatori.

Associazione Culturale TeatroLaboratorio di Figura Pane e Mate
P.zza Ospedale Maggiore 43 – 20081 Morimondo Frazione Fallavecchia (Mi)
Tel 02 – 9461924 Fax 02 – 945409 Cell 339 – 6957550
www.teatropaneemate.it
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Le installazioni saranno visibili fino all'8 novembre e sono opera di Gianni Parodi Karlos Herrer e Salvatore Fiorini

Studio Museo Francesca Messina
www.comune.milano.it/museomessina
www.facebook.com/museomessina