Contributo a cura di Roberto Ferro

"Tessuto aereo è una disciplina del circo contemporaneo che permette di danzare nell'aria attraverso acrobazie giravolte e cadute con il sostegno di un telo sospeso". In realtà è rappresentazione di grazia e poesia aeree.

E' una definizione che spiega e motiva il mio stupore nell'osservare, presso l'Associazione Masada di Milano, una lezione di Monica Vignetti, italiana, e di Guillaume Hotz, franco spagnolo, alle prese con un gruppo di allievi. Con un pizzico di invidia da parte mia, gli allievi si issavano su drappi colorati, roteavano e danzavano in aria, annodando, infine, il tessuto con le estremità per piroettare infine con grazia e posarsi a terra.

Monica Vignetti (e Guillaume Hotz assieme al piccolo Shasha) rappresentano l'anima della Compagnia Omphaloz e l'intervista potrà aiutare i lettori di www.mypersonalmind.com a comprendere la magia della moderna arte circense.

Cantante attrice (teatrale) acrobata e "maestra" in "Tessuti acrobatici". Esiste un minimo comune denominatore in questo percorso?
Per me questo percorso è riassumibile nelle esperienze, della bellezza e della magia dell'arte. Il mio è stato un continuo mantenere viva l'attenzione sulla magia della vita. Mi sono anche esibita in veste di cantante blues. Poi, in un percorso di rinnovamento, quasi per gioco, ho scoperto il teatro.

Cosa ha significato per te incontrare l'arte circense?
Ho abbracciato il teatro circo come la possibilità di sperimentare un nuovo modo di guardare la vita, in perenne disequilibrio, in bilico tra la terra e il cielo, alla ricerca della parte più divina del nostro essere umani.

Hai all'attivo l'esperienza con il teatro di "Quelli di Grock" e il "Teatro Potlach". Quali punti di contatto esistono tra queste esperienze?
Punti di contatto...Il corpo e la disciplina.

Quali sono a tuo parere i capiscuola della nuova concezione dell'arte circense? Molti sono legati agli esercizi tradizionali, ai giochi d'illusione. Hai fatto i nomi di Charlie e Victoria Chaplin, J B Thierrèe e del caposcuola Jacques Lecoq. Quali i rispettivi contributi?
Amo molto il lavoro dei figli di Victoria e JB Thierréer, James e Aurelia Thierée, che modernizzarono il linguaggio poetico e surreale dei genitori con tecniche straordinarie creando così mondi immaginari meravigliosi.

Perché avete scelto il nome "Omphaloz"?
Volevamo un nome simbolico e di buon auspicio che racchiudesse i simboli del cerchio, la pista rotonda del circo, il mandala che rappresenta il mondo che è anche una carta dei tarocchi che parla di realizzazione e così abbiamo pensato all'Omphalos che è il simbolo del centro, dell'ombelico del mondo. Il cognome di Guillaume è Hotz, è un cognome fiabesco, il nome di un mago che volevamo mantenere. Dunque, dall'unione di questi due concetti è nato Omphaloz.

Le caratteristiche che richiedete ad un potenziale partecipante al corso? Immagino una determinata competenza fisica, la comprensione delle motivazioni alla partecipazione...
Per partecipare al corso basta la motivazione. E' sicuramente una disciplina dura che richiede grande forza fisica ma ognuno potrà raggiungere un livello a seconda del suo corpo e dell'obbiettivo che vuole raggiungere. Per alcuni è un obiettivo professionale, per altri solo di soddisfazione personale.

Avete fondato "Omphaloz" nel 2011. Nel corso di questi anni di attività, quali esperienze in Italia ed in altri Paesi ti hanno coinvolto maggiormente?
Tutte le esperienze ci hanno lasciato qualcosa di importante, ma sicuramente l'esperienza più forte è stata quella del Brasile, ospiti del circo teatro Capixaba. Abbiamo avuto la fortuna di vivere con loro, insegnare nel loro spazio e di fare spettacolo in strada, accompagnati dal nostro bimbo che aveva due anni e mezzo. Abbiamo vissuto il teatro all'interno di una comunità semplice e diversa che ci ha accolto e donato tutto.

Le emozioni che percepisci quando ti esibisci...Il pubblico quali potrebbe avvertire nell'osservare i volteggi aerei?
Quando mi esibisco percepisco la vita e la mia forza. Il quotidiano è difficile per tutti e il nostro lavoro è fisico e faticoso ma le risate dei bambini e l'energia che si forma intorno a noi ci ricarica e ci rimette in vita ogni volta. Adoriamo quello che facciamo!

Progetti e avventure futuri...
Volevo anche ringraziare Masada che ho scoperto per caso il giorno prima che aprisse l'anno scorso e con cui è iniziata una collaborazione molto bella. E' un luogo in cui le persone hanno un bellissimo sogno di comunità che esce dalle regole del commercio che gestiscono questa città, una piccola isola dove rifugiarsi e trovare lo spirito di collaborazione...Loro mi ricordano quello che ho vissuto in Brasile!

Un atto di affettuosa riconoscenza per una collaborazione che riprenderà, Compagnia Omphaloz e Masada assieme, a settembre. Un nuovo appuntamento raffinato e "aereo" naturalmente!

Per ulteriori informazioni www.compagniaomphaloz.com
https://www.facebook.com/omphaloz