Contributo a cura di Roberto Ferro

La trama dei due racconti fa riferimento al periodo delle invasioni barbariche. Esiste una ragione personale o locale per tale ambientazione?Intervisto Macrina, giovane Autrice ricca di fantasia, cultura e umanità, e mi rendo conto, soprattutto, della sua semplicità di donna, rara nell'ambiente culturale italiano. Docente alle superiori e mamma Macrina ha scoperto una vena creativa che, mi auguro, questa intervista, porrà bene in luce.

L'Alto medioevo mi affascina da sempre. E' un periodo della nostra storia che in qualche modo abbiamo tentato di cancellare, forse perché ci sentiamo figli esclusivamente della civiltà romana. Eppure è un pezzo di storia che ci appartiene e non possiamo rinnegare.

"Il canto nel cuore" e "Le ragioni del cuore" si confrontano con opere stile fantasy (sia pure brevi) oppure a racconti tipo "La legione perduta" storia romanzata più o meno bene?
Non credo che tra il fantasy delle origini (Tolkien, per intenderci) e i grandi romanzi storici di Valerio Massimo Manfredi ci sia poi una grande distanza culturale. Entrambi scavano nella storia del proprio Paese alla ricerca delle radici profonde. Non a caso, il primo era un grande medievista e il secondo è un grande archeologo. A me piace ambientare le mie storie in un Medioevo magico, eppure vero, perché penso che lì sia possibile ritrovare le nostre vere radici culturali che non sono solo Romane, ma Europee e cristiane. Tra la caduta dell'Impero Romano e l'anno mille l'Italia è stata un crogiolo di popoli e di culture. Con buona pace di tutti.

In quale periodo della sua vita si è appassionata alla scrittura? E in quale occasione?
Fin da ragazzina riempivo quaderni su quaderni di storie inventate. Poi, a una certa età, la vita vera ha preso il sopravvento. Famiglia, lavoro e carriera hanno avuto la preminenza. Adesso che ho capito che il mondo gira lo stesso anche in mia assenza, ho trovato il tempo per rincominciare a scrivere.

L'insegnamento ha esercitato un qualche effetto sul suo stile di scrittura?
Il mio lavoro mi ha aiutato e mi aiuta a crescere. Sempre. Ogni giorno leggo, analizzo, scrivo e riscrivo frasi storte. Mi nutro di grammatica e di tempi verbali. Cerco di scrivere in maniera corretta. Non è sempr facile. L'italiano, a volte, sa essere complicato.

Se l'Amore si pone al centro dei racconti, sarà romantico oppure ardente, celerà dei segreti oppure si concluderà. Come si concludono i due racconti?
I racconti rosa hanno un finale obbligatorio da cui non si può prescindere. Questo le lettrici lo sanno bene. I protagonisti possono separarsi e passare attraverso ogni tipo di peripezia. La loro storia si concluderà sempre in un certo modo. Come ne "I Promessi Sposi". Neppure la peste riuscirà a separare Renzo e Lucia.

Quale forza sortirà dallo scontro tra l'irruenza (creativa) barbarica e l'esangue conoscenza classica?
Quello che a noi è sempre sembrato uno scontro, forse è stato semplicemente un incontro. Anche se un po' aspro. Si trattò di migrazioni di popoli spinti da fame, guerre e da altri popoli, a entrare nei confini dell'Impero. In fin dei conti i Barbari non desideravano altro che essere accettati dai Latini, se non addirittura di assomigliare a loro. Sotto alcuni aspetti, è un a situazione simile a quella che stiamo vivendo oggi. La vecchia Europa, opulenta ma decadente, è assediata da nuove e giovani forze barbariche.

Scorrendo con lo sguardo l'elenco degli Autori, ho scoperto l'assoluta preminenza di scrittrici rispetto agli scrittori. La sua è una casa editrice volta prevalentemente al femminile?
No, non credo. Il nostro editore è Franco Forte, direttore editoriale de "Il Giallo Mondadori" e autore affermato di gialli storici ("Il Segno dell'untore"). La Delos, con le sue collane, si è sempre rivolta in precedenza ai lettori di Crime, Fantascienza e Fantasy. L'esperienza della letteratura al femminile è stata successiva. Ha funzionato, credo, per due motivi: 1) La collaborazione di scrittrici importanti come Mariangela Camocardi, Paola Picasso, Roberta Ciuffi, Simona Liubichich e altre ancora; 2) Le forti lettrici sono soprattutto donne. Questo è bene non dimenticarlo.

Ha incontrato difficoltà nella diffusione via e – book (vero che i racconti sono brevi, ma tale pratica è ancora relativamente poco diffusa)?
Credo che l'e – book costituisca solo l'1% del mercato italiano. Un vero peccato. Però è in espansione. Io ho la fortuna di avere una casa editrice piccola ma competente alle spalle e di fare parte di un gruppo, quello dei Writers magazine, che ti sostiene e che ti aiuta a crescere. Della diffusione si occupano loro. Io faccio parte di alcuni gruppi facebook che mettono in contatto autori e lettori favorendo discussioni e scambi di idee. Purtroppo, però, non ho molto tempo a disposizione da dedicare alla promozione di ciò che scrivo. Anche per questo la ringrazio per la gentile intervista.