Contributo a cura di Roberto Ferro

Anna Torres ci invita a compiere un altro viaggio nella propria Anima! Come nelle precedenti occasioni ci sorprende.

Un uomo ed una donna vivono una situazione indubbiamente intrigante e insolita.

L'artista raffigura la figura maschile a torso nudo (indossa braghe scure), con muscoli possenti, statuario se così si può dire, sin troppo perfetto ma con una caratteristica: le palpebre sono serrate, non sappiamo

per piacere o brivido.

La donna lo serra al torso, con una mano stringe quella di lui mentre con l'altra il maschio scivola lungo la propria coscia (coperta) quasi in un anelito di resistenza. I capelli scendono mossi sulle spalle di lui, le palpebre sono serrate a sua volta.

Il colore dominante dell'opera é a sua volta particolare: un verde grigio oliva con il nero confinato agli indumenti dell'uomo.

Non é certamente una scena d'amore (oppure, si tratta di un amore sui generis). Ha molto a che fare con la psicologia analitica di Carl Gustav Jung: una rappresentazione plastica ed efficace del rapporto che ciascuno possiede quanto a "maschile" e "femminile" contemporaneamente. Il colore generale dell'opera rappresenta, forse, la condizione reale dell'inconscio, uniforme e senza sguardi umani.

In tutti i casi, l'amore (se di amore si tratta) non coinvolge un uomo e una donna ma un "maschile" e un "femminile" all'interno di un "noi".

Un ultimo particolare prima di concludere questa breve descrizione. L'uomo, il possente muscoloso maschio ha notevoli affinità con le opere dell'avanguardia sovietica o totalitaria anni '30 e '40 oppure (ma il mio é motto scherzoso) con il modello ingaggiato da una nota casa di profumi per tuffarsi in bella vista a Capri per essere abbracciato da eterea giovinetta.