Contributo a cura di Roberto Ferro

Raramente ho osservato cambiamenti tanto radicali e rapidi nelle opere di un artista contemporaneo. Anna Torres mi aveva abituato a linee nette, talvolta immagini di donne dalla pelle scura distese nel mare scuro, contrasti radicali.

Il primo sguardo volto all'immagine ho trattenuto il respiro tanto l'artista, siciliana d'adozione, é riuscita a travolgere la consueta sua prospettiva.

Il mare, forse una baia, è placido, i colori dell'acqua più simili ad un arcobaleno che alla forza del Sud. Sembra il mare ammirato da bimbo (bimba). Sullo sfondo una serie di imbarcazioni ormeggiate riposano tranquille serene.

L'unico strappo disarmante appare in alto, sovrastante le imbarcazioni ormeggiate. Una striscia di color oscuro interroga l'osservatore (sarà la sera incombente oppure l'irrequietezza di un temporale estivo) non sapremo mai.

Leggermente appartata nella baia quieta é ormeggiata una barca. Uno strumento di lavoro per i pescatori oppure giaciglio d'amore di giovani coppie. Tanto quieta da sovrastare uno specchio limpido e luminoso, quasi dipinto d'arcobaleno.

L'opera di Anna Torres é ritratto d'amore infantile. L'artista ci interroga sorridente, lievemente misteriosa e nel contempo infantile.

Sapremo cogliere questa sua semplicità infantile?