Contributo a cura di Roberto Ferro

Intervisto la fotografa Rosanna Calò e, parola dopo parola, frase dopo frase, mi rendo conto degli innumerevoli interrogativi che la sua arte pone agli spettatori, Forma d'arte di per sé in continua evoluzione, mostra organizzata a Bordighiera in quella Liguria in eterno dialogo tra terraferma e mare.

Che idea ti sei fatta dei Confini?
"Il "confine" é quella serie di sentimenti ambivalenti che spesso giocano a ping – pong con la nostra volontà. Essi rappresentano la difficoltà di essere, sempre e comunque, noi stessi. Esistono confini che noi stessi ci creiamo: sono i limiti dettati dalle nostre paure. A volte il "fuori" intimorisce e si preferisce creare una barriera mentale tra noi e l'esterno. Per quanto aneliamo a superare le paure, ritenendo di poter migliorare la nostra condizione esistenziale, viviamo nel disperato equilibrio tra ciò che vorremmo essere e ciò che ci riesce essere".

Perché i Confini sono necessariamente senza colori?
"Contrariamente ad altri miei lavori precedenti, questa volta ho preferito il bianco e nero. La scelta non é stata casuale, anzi ben ponderata in relazione a ciò che intendevo esprimere. Come ho spiegato, il confine é un concetto ampio. E' fatto di contraddizioni, di desideri di azioni, di passi indietro, di voglia di libertà ma anche di consuetudine, il tutto impastato di senso di colpa, morale, religione, retaggi culturali, educazione e tanto altro. Il bianco e nero, per tornare alla domanda, non é affatto un "non colore". Anzi, il bianco e il nero sono gli estremi che contengono tutti gli altri colori: nulla di più efficace, quindi per rendere l'idea della complessità del concetto".

Per quale ragione hai scelto di interpretare i Confini e non l'immensità dell'animo umano, femminile o maschile non importa?
"Credo che per parlare di animo umano e delle sue infinite sfaccettature non basterebbe una vita intera, tanto é vasto l'argomento. E' già molto afferrare con le immagini un frammento di tale immensità!"

Quando e come é nata l'idea della mostra?
"L'idea di affrontare il tema del confine é nata pensando a quante volte sentiamo frasi del tipo "se avessi avuto il coraggio di..", "se avessi ascoltato il mio istinto", ecc. Ho immaginato a quanti destini diversi avrebbe avuto tanta gente se non si fosse sentita vincolata da timori di tutti i generi, da quella di sbagliare, di non essere adatto, alla paura dell'ignoto. Ho voluto rendere visivamente tangibile tutto questo. Al tempo stesso il mio messaggio é assolutamente positivo, le paure si possono, anzi si devono vincere. Gli ultimi scatti rappresentano proprio il lieto fine".

Quale significato assume per te l'immagine di una Donna con le mani strette al corpo: protezione, ritorno al passato infantile, semplicemente immagine della Liguria, sorridente e pudica?
"In diversi scatti le mani sono poste davanti al volto, o strette al corpo a rappresentare una barriera tra il "dentro" e il "fuori". Impediscono al "fuori", quindi al nuovo, di entrare, così come impediscono al "dentro", quindi al consolidato, all'abitudine, al certo, di uscire. Questo é il Confine! Questa é la paura!. Gioca tra il desiderio di mantenere tutto così com'é, perché più rassicurante. E' la fame di nuovo, di vita... La necessità di vivere é quella che poi deve prevaricare e permettere di abbattere i confini.

E la modella fasciata da un velo?
"Ho inoltre rappresentato la mia modella fasciata da un velo. E' trasparente, perché permette dall'esterno di intravvedere l'interno e, viceversa. Tuttavia basta a impedire che il "dentro" venga completamente manifestato all'esterno. Spesso permettiamo al prossimo di intravvedere solamente una parte di noi, quella che più ci comoda in quel frangente per timore di esporci, o per mille altre paure".

Alla conclusione dell'intervista necessariamente concentrata sui temi della mostra (si potrà visitare dal 2 al 31 dicembre presso il Bar Giglio di Bordighera e sotto il patrocinio del Fotoclub Riviera dei Fiori di Sanremo) auspico di poter incontrare Rosanna Calò anche a Milano per altra intervista sulla Sua arte.