Contributo a Cura di Roberto Ferro

Anna Torres, affermata esponente della pittura contemporanea palermitana, ci conduce nell'opera più recente in un mondo affascinante ed arcaico.

La linea precisa e delicata ad un tempo delinea un paesaggio inconsueto per l'immagine tradizionale della Sicilia. Solitamente immaginiamo spiagge assolate oppure la vetta innevata dell'Etna. La Sicilia sudorientale per esempio, in parte le contrade occidentali dell'interno, sono caratterizzate dai resti imponenti e misteriosi delle civiltà rupestri (Pantalica, Cave d'Ispica le più note).

Anche nella "Grotta della Gurfa" le cavità scavate nel calcare bianco sembrano condurre il viaggiatore in spazi senza tempo, rappresentano un invito ad abbandonare la rassicurante certezza del nitore solare.

L'opera di Anna Torres si anima in queste duplicità chiaro scuro, scabrosità ordine e serenità del luogo di sosta. Pochissimi alberi si raccolgono ai piedi della rupe di calcare bianco, segno dell'aridità estiva e dell'umore strappato a fatica dalle radici.

Le linee essenziali e delicate dell'opera fanno risaltare la serenità del luogo, il silenzio colmo di storia di grotte, non sapremo mai se tombe oppure abitazioni. In fondo, un luogo dello spirito tutto da conoscere!

 

Contributo a Cura di Roberto Ferro

"Non fu un gesto coraggioso. Ho fatto solo quello che mi sentivo di fare." - queste le parole semplici di una ragazza fiera e ribelle alle usanze patriarcali ancestrali siciliane.

Franca Viola nacque ad Alcamo nel 1948 e a 17 anni, nel 1965, si fidanzò con Filippo Melodia rampollo di una famiglia influente. Dopo l'arresto di questi per fatti di mafia e rifiutando quello stile di vita, la ragazza ruppe il fidanzamento (giova ricordare le differenze sociali influenti a quel tempo, una potente famiglia mafiosa e la figlia di un modesto agricoltore dall'altra).

Dopo aver subito ritorsioni economiche ai danni della propria famiglia, Franca Viola fu rapita dal "pretendente". Questi tentava di ottenere la "paciata", pratica consolidata destinata a mettere le famiglie dinanzi al fatto compiuto. In altri termini, la "fuitina" esprimeva l'ipocrisia di rendere consenziente una violenza.

Il processo condusse ad una storica condanna del rapitore, ad opportune modifiche giuridiche e Franca Viola sposò successivamente un giovane onesto. Visse per tre anni a Monreale e rientrò successivamente ad Alcamo.

A differenza di quanto si è soliti pretendere al giorno d'oggi, Franca Viola si rivelò pudica, ritrosa di fronte ad eventi che modificarono consuetudini secolari.

Anna Torres, affermata pittrice palermitana contemporanea, si cimenta per la prima volta con una pagina decisiva della vita siciliana.

L'opera si caratterizza per il tratto caratteristico, semplice e raffinato. In assenza di movimenti, pur tuttavia il ritratto vive di dinamismo interno giocato tra il nero corvino della chioma e il candore quasi latteo della pelle.

Il particolare che focalizza l'attenzione è, tuttavia, lo sguardo. E' uno sguardo fiero, forte, determinato e nel contempo lievemente malinconico. La fierezza si accorda con le scelte di vita di Franca Viola, la malinconia, forse, per la perdita della spensieratezza dell'adolescenza.

L'opera, assieme a quella di 36 altri artisti, è esposta in occasione della II° Edizione L'Eleganza dei Florio, ex Real Fonderia Orestea Piazza Tarzana alla Cala, Palermo.

 

Contributo a Cura di Roberto Ferro

Anna Torres, affermata pittrice palermitana, riflette sull'esistenza e sulla rilevanza esistenziale ancor prima che clinica dell'autismo.

Per lungo tempo si è considerato l'autismo alla stregua di una patologia "incurabile" nella quale le persone vivono "murate" nell'insensibilità. In realtà le ricerche degli ultimi decenni e un approccio clinico differente hanno modificato considerevolmente la vita dei pazienti affetti da autismo e le terapie.

L'opera, olio su tela, che Anna Torres ha donato in occasione di una mostra destinata alla raccolta in crowfunding, mostra la realtà esistenziale tipica dell'autismo: una bimba con dei palloncini in mano, un po' trattenuta in un giardino. Una scena del tutto "normale" se non fosse per la coloritura dell'immagine.

Sarebbe una situazione del tutto normale se non fosse che tra lo spettatore e la bambina si interpone una sorta di vetro opaco smerigliato rosso. E' un vetro che allontana dalla realtà ma è anche, appunto, rosso il colore del sangue, il liquido vitale. Oltre il vetro si pone la vita, oltre la lontananza è possibile una esistenza dignitosa.

L'opera di Anna Torres vive nel contrasto tra vicinanza e lontananza, con il tocco raffinato di lieve verismo.