Contributo a Cura di Roberto Ferro

L'ultima opera di Anna Torres, talentuosa pittrice palermitana, recupera due temi ripetutamente visitati in passato, il mare e le imbarcazioni.

L'opera, olio su tela dalle dimensioni ridotte, rappresenta con pennellata delicata quasi sfuggente un paesaggio ampio e, nel contempo, intimo. L'essenzialità evita di soffermarsi su particolari quali giorno / notte, la copertura o meno del cielo.

Sullo sfondo possiamo riconoscere una città con alti palazzi. Le imbarcazioni a vela sembrano dondolarsi sullo specchio d'acqua (non sappiamo se mare o lago). L'acqua è raffigurata con tocco lieve e tratti multicolori tenui.

L'opera attrae l'attenzione per il dialogo esistente tra il paesaggio acquatico in primo piano e la città di sfondo. E' un dualismo questo che esclude (come sovente accade nelle opere di Anna Torres) la presenza umana. L'essere umano si intuisce ma se così possiamo dire "in spirito".

 

 

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Daniele Oian

Nei sedimenti ci sono, stratificate, le ere geologiche. Rumori di motori e ventole di raffreddamento. Come si può trovare concentrazione? Chiedi troppo, già è molto se sei qui a dirlo. Dobbiamo essere in grado di operare in ogni situazione. Umani da ogni terreno. Umani totipotenti. Niente superuomini. Solo umani. Mi accerto di essere sempre in drappello. Vedo Fabiano ansimare, Emanuel imprecare, Marco sonnecchiare pur tenendo la barra dritta. E io che faccio ora? Scrivo poesie? Nei ritagli di tempo, ora le poesie le vivo al quotidiano, nel sudore di ogni attimo. E questo dura da almeno 35 anni. Da quando sbarcai sulla luna che sta scritta sui muri di tutti i tazebao del mondo, visibili e leggibili sulla faccia della gente. 15.17 di un settembre autunnale dopo la rovente estate. Ce la faremo a stare nei parametri? Allagheremo tutte le coste basse del mondo? Faremo scappare dalla micidiale rovenza milioni di esseri come noi? Oppure ci impegneremo finalmente a staccare ogni standby e a trasformare ogni tetto fruibile in crogiolo elettrico di fotoni in arrivo? E i players mondiali la smetteranno di crogiolarsi in drinks e languidi divani per dar fondo al cambiamento, alla riconversione dannatamente improrogabile? Noi dipendiamo. Uno dall'altro. Noi decidiamo. Ma solo decidendo insieme a moltitudini, avremo la soddisfazione che forse evochiamo. Per i nostri padri e genitori, per i nostri nonni e i nostri figli e nipoti. Siamo al centro del Tutto e di tutto, in ogni momento, ma lo siamo solo quando ne siamo consapevoli e ciò deve essere ADESSO.

 

Contributo a Cura di Roberto Ferro

Anna Torres, affermata esponente della pittura contemporanea palermitana, ci conduce nell'opera più recente in un mondo affascinante ed arcaico.

La linea precisa e delicata ad un tempo delinea un paesaggio inconsueto per l'immagine tradizionale della Sicilia. Solitamente immaginiamo spiagge assolate oppure la vetta innevata dell'Etna. La Sicilia sudorientale per esempio, in parte le contrade occidentali dell'interno, sono caratterizzate dai resti imponenti e misteriosi delle civiltà rupestri (Pantalica, Cave d'Ispica le più note).

Anche nella "Grotta della Gurfa" le cavità scavate nel calcare bianco sembrano condurre il viaggiatore in spazi senza tempo, rappresentano un invito ad abbandonare la rassicurante certezza del nitore solare.

L'opera di Anna Torres si anima in queste duplicità chiaro scuro, scabrosità ordine e serenità del luogo di sosta. Pochissimi alberi si raccolgono ai piedi della rupe di calcare bianco, segno dell'aridità estiva e dell'umore strappato a fatica dalle radici.

Le linee essenziali e delicate dell'opera fanno risaltare la serenità del luogo, il silenzio colmo di storia di grotte, non sapremo mai se tombe oppure abitazioni. In fondo, un luogo dello spirito tutto da conoscere!